Tour culturale, viaggio nella Rimini romana

novembre 10, 2015

Partiamo dalle origini. Dalla fondazione di una città di cui poco conosciamo. Correva l’anno 268 a.C. quando 6mila coloni romani vennero chiamati a formare un insediamento lungo l’Ariminus (fiume Marecchia). Nasce così, con 6mila anime la città di Ariminum, oggi Rimini “la balneare”.
Rimini è, infatti, un importante città romana che nel tempo è prosperata diventando una delle più fiorenti città romane, passando da colonia strategica a municipium.

La Rimini Romana ruota intorno al cardo maximus (le vie Garibaldi e IV Novembre) e il decumanus maximus (corso d’Augusto), il foro (piazza Tre Martiri), e i monumenti più noti: l’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio.

Tutte le vie portano a Roma. Due le strade consolari che collegano gran parte dell’Italia del nord: la via Flaminia che dall’Arco d’Augusto arriva a Roma e la via Emilia che partendo dal Ponte di Tiberio, porta a Piacenza.

Ponte di Tiberio – tutto è partito da qui. Il ponte romano sul fiume Marecchia, intorno al quale nacque il primo insediamento romano. A volere il ponte fu Augusto, nel 14 d.C. anche se i lavori terminarono sotto “la mano” di Tiberio, nel 21 d.C. Non c’è foto del centro storico di Rimini che non lo riprenda in tutta la sua bellezza, con le sue 5 arcate che si riflettono sulla superficie di quel fiume che porta al mare. Il Ponte  – detto anche “del diavolo” per un’antica leggenda che lo accompagna -ha più di 2mila anni e regge ancora il peso del traffico cittadino anche se c’è chi sta pensando di mandarlo in pensione, pedonalizzandolo.

ponte di tiberio

Museo della città e Domus del Chirurgo – Il bel Museo della Città oltre ad ospitare opere di diverso genere – comprese quelle della Rimini imperiale -  “conserva” nel suo cortile un lapidario romano con iscrizioni che vanno dal I al IV secolo d.C. Al Museo della Città sono anche conservati i reperti degli scavi della vicina Domus del Chirurgo. Lei, la Domus del Chirurgo, invece, rappresenta uno dei pezzi più importanti della romanità di Rimini. Si tratta di un grande complesso archeologico, la dimora di un chirurgo che ha vissuto in epoca romana, con tanto di stanze affrescate e antichi mosaici.

domus del chirurgo

Il vecchio Foro alias piazza Tre Martiri – è il vecchio Foro, oggi ospita la copia di una statua romana di Cesare, perché pare che proprio da qui Cesare parlò alle sue legioni dopo aver passato il Rubicone. Salotto della città ha una storia “cinematografica” molto importante: qui, infatti si sono mossi gran parte dei personaggi del capolavoro di Federico Fellini, Amarcord.

Quel che resta di un Teatro romano – risale al I secolo d.C. e vanta una forma circolare di cui oggi rimane ben poco, pochi ruderi inglobati in costruzioni moderne. Ai tempi d’oro, quando Augusto lo volle, aveva un diametro esterno di 80 metri, con una scena di 23 metri, una cavea autoportante e corridoi d’accesso – che conducevano alle gratinate -  coperti da volte a botte.

Quel che resta dell’Anfiteatro romano – di forma ellittica, misurava complessivamente 118×88 metri, con un’arena ampia 73×44. Si trovava in prossimità della costa ed era uno dei più importanti del periodo romano visto che poteva ospitare sino a 12mila spettatori, che qui venivano a godere degli spettacoli dei gladiatori. Le 60 arcate, lungo il porticato esterno, lo avranno reso per lo meno imponente.

Arco d’Augusto – è la porta onoraria della città e ne indica l’ingresso arrivando da Roma, dalla strada Flaminia. Risalente al 27 a.C. è l’arco romano più antico e meglio conservato dell’Italia del nord.

arco d'augusto

Porta Montanara -  è una porta posta a difesa della città. Voluta da Silla, al quale venne affidato l’intero sistema difensivo cittadino, questa porta permetteva anch’essa l’accesso alla città. Nel corso dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale subì dei gravi danni strutturali.

Se vuoi fare il tour della Rimini Romana potrebbe esserti utile sapere che:

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