Stefania, da New York ad Amsterdam

aprile 23, 2014

Stefania è stata per tanto tempo una nostra splendida nuoker da Nuok (e Rroma). Oggi la ritroviamo ad Amsterdam: ecco che cosa ci racconta della sua nuova città! Buona lettura!

Ciao Stefania! Amsterdam per te è…

Amsterdam per me è sinonimo di efficienza, creatività, dinamismo e libertà d’espressione. E’ una città giovane, innovativa, sempre in movimento e che ama sperimentare. Qui si è liberi di essere veramente sé stessi e anche di cambiare ogni giorno. E’un luogo vivo ed unico, ricco di sfumature, in cui tutto però funziona perfettamente e l’inglese è la lingua principale. Non ci sono grandi differenze culturali rispetto all’Italia, anche se gli olandesi sono molto più diretti e meno ambigui di noi italiani, tanto da sembrare un pochino rudi a volte. Per me Amsterdam è un pò la città in cui si ritrovano prima o poi tutti i global trotters che, come a  New York, cercano nuove possibilità, stimoli, idee e punti d’incontro.

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Hai vissuto anche a New York e Roma: c’è qualcosa che accomuna queste tre città? Qualcosa che ti porteresti dietro da ciascuna?

Trovo che queste città siano molto simili ma anche molto diverse, o forse dipende dal punto di vista da cui le si guarda. New York è stata fondata dagli olandesi con il nome New Amsterdam e le similitudini nello stile di vita olandese/americano sono molte. Dal punto di vista architettonico purtroppo non così tante anche se in alcune vie sembra di essere nel Lower East Side di Manhattan, in dimensione europea ovviamente. La mentalità dei newyorkesi e degli amsterdammers invece è molto simile: entrambi si buttano in nuove avventure, rispettano e sono stati capaci di far integrare nel proprio territorio culture diverse, fanno lavoro di squadra ed entrambi sono amanti delle patatine fritte! Scherzi a parte trovo che NY ed AMS si assomiglino molto anche se le dimensioni ed estensioni di queste città sono ovviamente diverse. Roma è un capitolo a parte invece. Forse i canali possono un pò ricordare alcuni ponti sul Tevere ma direi che la cosa che accomuna New York, Amsterdam e Roma oltre ai turisti (tanti) che vistitano queste città ogni anno è la bellezza. La bellezza della storia, dell’arte e del cibo (Roma), la bellezza del grande sogno americano con cui siamo cresciuti noi itaiani (New York) e la bellezza della creatività e dinamismo (Amsterdam). Cerco di portare sempre con me la meritocrazia di New York, la calma apparente di Roma e l’apertura mentale di Amsterdam.

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Qual è il primo posto che bisognerebbe vedere ad Amsterdam se non si è mai stati prima in questa città?

Assolutamente da fare un giro fra i canali di Joordan, in bici o a piedi e poi visitare la biblioteca di Amsterdam, a due passi dalla stazione centrale. Se salite fino all’ultimo piano avrete una vista spettacolare della città e di tutti i suoi canali, con i contrasti dei palazzi più moderni e case d’epoca. In più, è la biblioteca più tecnologica che abbia mai visto!

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Qual è il luogo comune più diffuso e falso sull’Olanda?

Lo stereotipo più diffuso riguarda il consumo di droghe e prostituzione. E’ vero che in Olanda ci sono le ragazze in vetrina ed i famosi coffe shop, ma questi rappresentano solo una parte, la più turistica, di Amsterdam. Questa città offre ben molto di più ed è tutta da esplorare… ovviamente in bicicletta! Il fatto di essere comunque riusciti a legalizzare ed utilizzare questi introiti, che sono notevoli, per il continuo sviluppo della città e del paese è solo un esempio di quanto gli olandesi siano business oriented. Amsterdam comunque è un insieme di tutto ciò, stereotipi e luoghi comuni, innovazioni, idee e creatività che rendono, forse proprio per questo, la città ancor più unica.

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Che cosa importeresti in Italia da Amsterdam?

In Olanda hanno molta meno burocrazia e le leggi sono rispettate ed uguali per tutti. C’è fiducia nei giovani e gli under 30 hanno già buone posizioni lavorative. E’un sitema meritocratico ed un pò come negli Stati Uniti, si dà a tutti una possibilità, poi tocca ad ognuno di noi dimostrare quanto valiamo. Queste sono solo alcune delle cose che vorrei vedere in Italia. Esporterei però sicuramente il nostro carattere caloroso e friendly, la nostra voglia di fare e le mitiche pizzette!

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