Perché scegliere l’Australia: la storia di Chiara

aprile 6, 2013

Continuo il mio racconto di persone interessanti che ho incontrato negli ultimi anni grazie a Nuok. Chiara Prezzemolo è una di quelle. Ha iniziato a scrivere per noi come corrispondente da Sydney e l’ho incontrata di persona lo scorso marzo. Come tanti ragazzi, si è trasferita in Australia in cerca di qualcosa, senza però avere alcuna illusione di essere sul paradiso terrestre. Sta crescendo, sposta i paletti dei suoi limiti e vede la realtà con occhi nuovi. Non cambia: scopre, semplicemente, parti di lei che non pensava di avere. Non è forse questa l’essenza di un vero viaggio?

Chiara, ormai in Australia sei di casa. Che cosa rende questo paese così affascinante? Come l’hai scoperto? Quando hai iniziato ad accarezzare l’idea di trasferirti?

Ho scoperto l’Australia un po’ per caso. Uno dei libri che dovevo studiare per l’esame di geografia all’università era “L’Australia oltre il 2000” di Giacomo Corna Pellegrini. Era un libro già vecchiotto allora ma molto molto interessante che parlava di tutti gli aspetti del Paese: dalla storia degli aborigeni agli usi e costumi della popolazione odierna, dalle città al famoso outback australiano. Pagina dopo pagina mi sono appassionata sempre di più e il pensiero costante era sempre: “Prima o poi andrò a visitare tutte queste cose meravigliose”. Durante gli anni dell’università poi il mio desiderio era sempre stato quello di andare a vivere in un paese straniero per un po’ e migliorare così l’inglese. Dopo la scoperta di questo libro la scelta è stata facile! Volevo andare in Australia! Quando mi metto in testa qualcosa cerco tutti i modi per realizzarla e così qualche mese dopo la laurea e l’ultima stagione in villaggio come animatrice, ho cominciato a pensare concretamente al mio viaggio. A fine marzo del 2012 sono partita per la mia avventura! Cosa rende questo paese così affascinante? Tutto. O più semplicemente è diversa. Moltissime specie animali e vegetali si trovano solo qui. La popolazione aborigena è una delle più antiche sulla Terra ma esiste tutt’ora, mentre l’Australia è il continente più giovane, per non parlare dell’affascinante storia della nascita di questa nazione.

chiara opera

Ho sentito da te e poi letto delle tue avventure a Darwin.
Qual è la cosa più importante che ti ha insegnato la tua esperienza in farm?

La farm è l’esperienza più importante che ho vissuto nel mio primo anno in Australia. Anche la mia scelta di andare a lavorare in farm è nata un po’ per caso. Dopo l’esperienza in famiglia come ragazza alla pari avevo moltissime idee: spostarmi a Sydney, lavorare in farm o fare un viaggio nella Gold Coast. Avevo cercato un po’ di tutto ciò e alla fine, rispondendo ad un annuncio trovato su internet, ho trovato la farm! E così mi sono detta: proviamo. Non l’ho fatto subito pensando che così avrei potuto rinnovare il visto, ma in questo modo avrei avuto la possibilità di scelta, una volta mi si fosse presentata l’occasione. Qui mi sono messa in gioco completamente. Ho imparato che con l’impegno e la fatica si possono superare anche i propri limiti. Ancora oggi quando penso a cosa ho fatto mi stupisco di me stessa. Io non avrei nemmeno voluto andare in campeggio una settimana! E invece mi sono ritrovata a fare la doccia all’aperto per tre mesi! È questo il bello. Questa è un’esperienza che mi ha cambiata. Mi ha fatta crescere superando fatiche, mancanze e soprattutto la lontananza (fisica e non) dal mondo esterno! Poi ho imparato anche a raccogliere peperoncini eh! : )

La natura in Australia è – passami il termine – quasi invadente. Che rapporto hai con lei?

Premesso che ho la fobia dei ragni (mi fanno paura anche quelli in foto) devo dire che per il momento me la cavo piuttosto bene. Considerando che qui vivono moltissime specie animali più pericolose e mortali al mondo: serpenti, ragni, meduse, squali coccodrilli e tanti altri ancora! A me per fortuna gli animali piacciono moltissimo in generale, ma pensa che ho visitato più zoo e riserve in un anno in Australia che nella mia infanzia! Gli australiani poi ci tengono tantissimo a mostrare al mondo intero la straordinarietà della fauna australiana. Il fatto è che però loro non sono nemmeno così impauriti dalla loro pericolosità. Ritornando alla farm, per esempio, posso dire di aver lavorato a stretto contatto con la possibilità di essere morsa dal secondo serpente più velenoso al mondo! Il “trucco” era non pensarci troppo. Alla fine avevo sposato anche io la filosofia australiana: NO WORRIES!

Già solo il volo tra Italia e Australia è un viaggio a sè. Come vivi gli spostamenti in aereo, soprattutto così lunghi? Hai compagni di viaggio? Libri, quaderni, e così via…

A me viaggiare, nel senso fisico del termine, piace molto. E se devo essere sincera preferisco quando lo faccio da sola. Mi piace l’idea di portarmi dietro un libro, un paio di cuffie da collegare al cellulare e il mio quadernetto in cui scrivo di tutto: pensieri, frasi che mi hanno colpito particolarmente o anche solo l’idea per il mio prossimo post sul blog. Non per questo disdegno la compagnia degli amici durante un viaggio. A volte così il tempo sembra passare molto più in fretta. Ma per me viaggiare da sola significa anche perdermi tra i miei pensieri, uniti all’eccitazione di arrivare. E poi adoro guardare fuori dal finestrino. Ogni volta che viaggio lo faccio in due modi diversi: quello in senso fisico e quello nella mia testa mentre guardo fuori, a ricordare chi ho appena salutato o a immaginare quello che succederà. Per quanto riguarda il volo tra Italia e Australia la cosa è leggermente diversa per un semplice motivo: io non riesco mai a dormire! Calcolando che le ore effettive di volo sono circa 20, il problema si fa abbastanza serio. In più non posso vedere nulla dal finestrino. Perciò durante questi voli in cui sembro un’anima in pena i miei migliori compagni di viaggio sono i film e il cibo! Ahahah. Per il libro sono troppo stanca per concentrarmi. La mia mente però viaggia sempre e comunque. Soprattutto per una destinazione come l’Australia dove l’eccitazione è sempre a mille!

chiara koala

Qual è stato il tuo primo viaggio senza genitori? Te lo ricordi?

Il mio primo viaggio senza genitori è stato a 12 anni! Sì, proprio così. Nell’estate del 1999 ho partecipato con un’amica ad un campo estivo con il WWF della durata di due settimane in Toscana dove abbiamo imparato ad andare a cavallo. È stata un’esperienza fantastica, ho imparato come pulire e poi cavalcare un cavallo, fatto escursioni (anche se io ripeto, non sono troppo da “campeggio”) e ho conosciuto anche un sacco di ragazzi della mia età. Se devo essere sincera ricordo i pianti quando ho salutato gli amici alla fine della vacanza ma non mi ricordo quelli in cui ho salutato i miei genitori prima della partenza! Credo che l’istinto di viaggiare e conoscere il mondo si sia visto già in quell’occasione. Sempre curiosa di tutto ed entusiasta per ogni nuovo viaggio.

Che cosa ti senti di consigliare ad un ragazzo come noi che vorrebbe partire per l’Australia?
Che cosa deve assolutamente sapere?

Innanzitutto bisognerebbe assolutamente sapere che l’Australia non è il nuovo Eldorado. Ormai sento moltissime persone che dicono: “Non trovo lavoro in Italia, qui è uno schifo. Vado in Australia perché lì ci sarà sicuramente lavoro.” Niente di più vero. Il problema sta nel fatto che chi poi viene in Australia magari è poco informato sul fatto che è comunque difficile trovare lavoro. Non lo dico per scoraggiare le persone, anzi è un’esperienza che consiglio a tutti di fare. Ma il fatto è questo: bisogna sapersi adattare ai lavori che si trovano, perché di certo non si troverà subito il lavoro della propria vita solo perché si è in Australia invece che in Italia. La concorrenza poi c’è e non solo italiana. Ci tengo a sottolineare questo fatto perché a me poi dispiace quando sento ragazzi italiani che parlano male dell’Australia dicendo che non hanno trovato lavoro e non si sentono bene a vivere lì. Sarà perché ormai io questo paese ce l’ho nel cuore, ma non mi va di sentire gente che si lamenta solo per non essersi informato prima di partire. Il secondo consiglio invece è: cercate di vivervi questa esperienza al 100% senza farvi troppi problemi. Io ho fatto un sacco di cose anche per la prima volta ognuna delle quali era preceduta dalla frase: “Massì, tanto sono in Australia!”. E sono sempre stata poi soddisfatta della mia scelta. Forse anche perché qui si ha l’impressione di poter fare di tutto. Forse solo perché non si è in Italia. In ogni caso vivetevi questa avventura come non avete mai fatto perché c’è così tanto da fare e da vedere, che sicuramente al ritorno dal vostro viaggio vi sarà di certo rimasto qualcosa nel cuore.

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