Mistral – Mauro Simeone

maggio 16, 2013

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Sassuolo, provincia di Modena. Mario Lifosi è un avvocato in pensione, sua moglie Elena è in stato vegetativo da sei mesi e lui non sa come reagire al dolore. Ha appena acquistato una macchina d’epoca, una Maserati Mistral del sessantasei, che fu il suo sogno di ragazzo. Il restauratore gli dice che per rimettere l’auto in sesto occorrono sei settimane e allora Mario decide di partire alla ricerca di tutti i precedenti proprietari della sua Maserati: il suo obiettivo è quello di ricostruirne la vita, proprio ora che quella della sua amata Elena sta finendo, attraverso un viaggio intorno al mondo che risulterà più avventuroso del previsto. Mistral, quel vento che soffia impetuoso, non solo dà il nome a un modello di automobile, ma, metaforicamente, riporta al soffio vitale: quello che porta Mario ad affaccendarsi dietro al suo scopo e quello che in Elena si sta invece estinguendo.

Davvero un bel libro, che parla soprattutto di un viaggio e – inevitabilmente – di una ricerca. Un romanzo breve e ironico, e anche un po’ surreale, in cui il protagonista gira il mondo alla ricerca dei precedenti proprietari della sua automobile. La penna di Mauro Simeone è molto veloce, non potrete fare a meno di partire con lui. Perfetto per la Lounge di Wowanderlust. Qui un piccolo estratto gentilmente concesso dalla flower-d. Buona lettura!

fichi

Mistral

(incipit capitolo due)

Appena atterro a Catania, mi colpisce la temperatura mite e il ritmo rallentato delle persone che incrocio sulla strada, tanto che
per associazione mentale mi aspetto di trovare seduti sul ciglio uomini coi baffi e il sombrero in testa.
“Forse la prossima tappa del mio viaggio sarà il Messico” penso , ricordando che “Mexico” era il nome di un’altra storica Maserati.
Mi verrebbe pure voglia di visitarla questa città, ma io non sono qui da turista, ho una missione da compiere.
“Se il Signor Cunniara risulterà essere il primo e finora unico papà della Mistral la visiterò al ritorno, altrimenti via per altri luoghi”.
Cerco il de posito della Etna Trasporti. Su internet ho visto che c’è un bus che, per quaranta euro, in due ore e mezzo mi porta fino a Licata.
Un paio di ragazzetti mi scrutano dall’alto in basso, quasi ce l’avessi scritto in fronte che non sono del posto. Mi asciugo il sudore con un fazzoletto di carta e così posso anche verificare che “No, non c’è scritto che vengo da Sassuolo, provincia di Modena”.
Per chiedere informazioni scelgo piuttosto un coetaneo che cammina sbilenco appoggiandosi su un bastone che sembrerebbe
più indicato per affrontare i sentieri dolomitici che le larghe strade di Catania.
«Scusi, dove si prende il bus per Licata?»
Il signore mi guarda stralunato come se gli avessi domandato «Chi era il Ministro degli Esteri nel secondo governo Andreotti?», poi mi risponde con un cocktail fatto di stretto dialetto catanese, sputacchi di saliva e pezzi di lupini che sta masticando con una dentiera corrosa.
Il tutto agitato col solito sguardo di ammonimento che deve essere un marchio intergenerazionale da queste parti.
Mi scuso e mi aggrappo all’unica mezza parola che sono riuscito a intendere, “bivio”, e proseguo dritto sentendomi per un bel pezzo di strada gli occhi dell’anziano puntati sulla schiena.
Finalmente riconosco qualcosa che assomiglia a un deposito e la scritta Etna Trasporti che vedo sulla fiancata di uno dei bus azzurri che sostano sulla piazzola mi rincuora di molto.
Faccio il biglietto e mi accomodo su una poltroncina granata piena di buchi dai quali esce stoffa gialla ammuffita; la scelgo non troppo in fondo per non soffrire di mal d’auto, ma neanche troppo vicino all’autista per evitare di barcamenarmi in dialoghi surreali dei quali comprenderei al massimo tre o quattro parole. In due ore e mezzo di tragitto.
Durante il quarto d’ora che manca alla partenza per Licata faccio tutti gli scongiuri possibili perché non mi capiti a fianco qualche siciliano doc col quale mi sentirei in imbarazzo a sostenere una seppur minima conversazione.

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Mauro Simeone è nato a Roma nel 1976. Scrive perché è un bel modo per conoscere se stesso, gratis. Ha pubblicato Rocco Calcestruzzo (2008), Tra fango e cielo (2010) e Nell’orecchio del gufo (2010).

One Comment

  1. Pingback: Segnalazione di “Mistral” | flower-ed

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