In viaggio in due dalla Turchia all’India del nord

maggio 14, 2013

Con Sara si torna in India. Il titolo del suo blog, collegato al suo ultimo viaggio, è Paylasmak-icin-i, che è la traduzione turca del verbo condividere. Lei e la sua amica sono partite da Istanbul, città dove attualmente vivono e sono arrivate a Mumbai. Hanno visitato tutto il nord, dal deseto del Thar al parco nazionale del Sunderban. Si sono spostate di città in città viaggiando sempre in treno. Hanno visitato un totale di nove città usando l’aereo solo per raggiungere Goa da Kalkutta. Ecco qualche domanda a Sara Pretelli su questa avventura!

Delhi

Tu e la tua amica siete partite da Istanbul, città dove attualmente vivete, per un viaggio nel nord dell’India. Come vi siete preparate prima di partire?

Nonostante l’India fosse un sogno nel cassetto di entrambe è stata un po’ una seconda scelta. Il nostro obiettivo era quello di visitare i paesi limitrofi alla Turchia ma – viste le forti tensioni che soprattutto negli ultimi mesi del 2012 coinvolgevano questi paesi – abbiamo optato per un cambio di destinazione! Abbiamo pianificato tutto da sole, aiutandoci con internet, tanti blog e forum e qualche vecchia guida trovata in giro per la città. Tuttavia, poichè il nostro scopo era quello di imparare in loco, siamo partite preparate, ma solo parzialmente. Durante il viaggio sono state diverse le volte in cui abbiamo utilizzato Couchsurfing proprio per riuscire a sentirci pienamente dentro quello che era quell’enorme paese in cui ci trovavamo, ma soprattutto per comprenderlo meglio: il contatto con gli indiani era per noi fondamentale.

Istanbul

Avete visitato tutto il nord, dal deserto del Thar al parco nazionale del Sunderban. Quali sono state le tre tappe più incredibili? E perché?

Escluderne qualcuna sarebbe davvero una meschinità. Tuttavia i luoghi che più ci hanno trasmesso qualcosa sono state principalmente le città del nord. La visita al deserto del Sunderban, l’attraversare il deserto, ammirare il tramonto e l’alba dalle dune, un punto di vista che non avevamo mai affrontato. Poi ancora, il dormire sotto le stelle durante una notte freddissima ma meravigliosa e l’aver scoperto che fonte di luce è la luna! Visitare i campi gipsy che si stanziano lì quattro mesi all’anno e vivono proprio come si vedono nei documentari, e le donne sono meravigliose, truccate e vestite proprio come le vedi in TV.

Ci è piaciuta tantissimo anche Nuova Delhi e di lei ricordiamo soprattutto i contrasti tra il ricco e il povero, il vecchio e il nuovo, i fili dell’elettricità che penzolano, il caos dei mercati e del traffico… Agra e quella meraviglia di Taj Mahal: appena varchi l’arco di ingresso del parco e in lontananza vedi quella meraviglia di mausoleo ti senti microscopica, ti chiedi se la vista sia reale vista quella meticolosa perfezione. E mentre ti guardi intorno ti sale una gran gioia. Allhabad e il Kumb Mela, con tutti i fedeli che preparavo i riti, si immergevano nel Ganghe e pregavano… E ancora tutte quelle tende di colore arancione con dentro Guru di ogni genere che nudi, decorati e variopinti affollavano le rive del fiume e predicavano. Infine, la magica Varanasi. La riva del fiume, i Ghat, il fuoco e la cenere e le distese di stoffe, vestiti, Sari, teli ad asciugare e i fedeli che si abbeverano con l’acqua sacra, lavano se stessi e i loro indumenti … è un quadro meraviglioso, forse difficile da rendere con le parole.

SleeperVi siete spostate sempre in treno. Come è la condizione dei trasporti? Com’è stato questo viaggio nel viaggio?

Noi ci siamo sempre spostate in treno, generalmente durante la notte, in modo da non perdere tempo. Abbiamo sempre usato la “sleeper class” (da intendere come penultima classe, prima della “general class”) – ovvero la classe più economica dove poter passare la notte. Nonostante nel momento in cui prenoti il biglietto vieni inserito in “waiting list” noi non abbiamo mai avuto grandi problemi ed abbiamo sempre trovato posto. I treni erano vecchi e sporchissimi, ma noi ci siamo adattate subito, obbligate anche dal fatto che dormivamo in treno una notte su due.

Talvolta capitava di incontrate qualche animaletto, ma niente di pericoloso – inoltre, ci siamo subito dovute munire di sacco a pelo in quanto in questo tipo di classe sia le porte che le finestre rimangono sempre aperte durante il tragitto, dunque a notte inoltrata si congela! Le luci dei corridoi rimangono sempre accese e ad ogni fermata venditori ambulanti salgono per vendere cay, frutta secca, biscotti… ci siamo salvate portando dei tappi!

Nonostante tutto non abbiamo mai avuto altri generi di problemi, per esempio non abbiamo mai dovuto attendere per un ritardo, i treni erano sempre in orario. Strano, vero? Anzi, riteniamo che dopo le prime notti il treno è diventato quasi un rifugio per noi, la nostra casa, saper di dover passare la notte in treno ci tranquillizzava, inoltre si creava quasi una sorta di comprensione di solidarietà col il tuo vicino di branda. Insomma un’esperienza meravigliosa!

A cosa deve essere pronto un viaggiatore che vuole seguire le vostre orme?

Noi siamo partite con tanta spensieratezza, tanta curiosità, tanta voglia di scoprire e conoscere! Sicuramente lo spirito di adattamento, la flessibilità sono caratteristiche che non possono mancare. Fondamentalmente, noi non eravamo preparate a nulla ma i presupposti che precedentemente ho citato ci hanno sicuramente aiutato.

La nostra era stata un’avventura da zaino in spalla, a noi non importava tanto il “come”. Quello che noi volevamo era lo scoprire e il conoscere. Per esempio, dopo due ore dall’atterraggio, eravamo già sul treno che ci portava al nord nel deserto, siamo state un giorno e mezzo in treno, due giorni nel deserto… abbiamo usato un bagno vero comprensivo di doccia dopo quattro giorni ma non ci sentivamo poi tanto sporche.

Oppure ancora, nel totale dei 23 giorni ci siamo lavate con l’acqua calda solo due volte e nel nord in quel periodo non faceva poi così caldo, o poteva capitare che a causa degli spostamenti dormissimo 3 o 4 ore a notte per magari due giorni di fila consapevoli di doverci muovere tutto il giorno, camminare, portando i nostri zaini… alcune volte è stato difficile, in particolar modo i primi giorni, però quando non c’è alternativa devi esser pronta ad accettare tutto. Basta poco per abituarsi! L’importante non era il come o in che modo farlo, ma farlo!

Thar

Avete visto Delhi, Agra, Allahbad, Varanasi, Kalkutta, Goa e Mumbai.
Che cosa lega tra loro queste città?

La caratteristica che più le accomuna è la grande povertà. Il numero di persone che durante la notte trasforma le strade ed i marciapiedi in case a cielo aperto è enorme. Quindi, questa è una caratteristica che ricorre sempre. Ogni città è affascinante a suo modo. Il fattore religioso è fortemente presente, così come quello culinario che a noi ha interessato tanto. Non dimentichiamo, però, che l’India è un paese grandissimo con differenze enormi al suo interno. Da nord a sud si incontrano modi di vivere, lingue, cibi assolutamente differenti! Pensa che durante il viaggio abbiamo conosciuto un ragazzo di Bengalore il quale aveva imparato l’Indi all’età di 21 anni perchè nella sua città si parla una lingua completamente diversa!

Varanasi

E oggi, a Istanbul, come si vive? Quanta Italia si riesce a trovare in un paese così culturalmente lontano?

Oggi a Istanbul si vive meravigliosamente. Noi risiediamo nella parte asiatica che è quella meno turistica e meno caotica. Nel quartiere di Kadikoy abbiamo trovato la parte della città “a misura d`uomo”. Diciamo che da un lato la religione Islamica dall’altro la fede in Ataturk incidono, anche se in modi diversi, sui modi di vivere, le usanze, i modi di agire e di pensare di queste persone all’interno del paese.

Nonostante tutto, però, anche i turchi sono un popolo mediterraneo. Per certi aspetti non è molto lontano dal nostro: spesso mentre cammino per strada e vedo qualcosa che mi ricorda l’Italia penso a quanto “tutto il mondo sia paese”! Mi ritrovo molto in questa popolazione soprattutto in ambiti come il cibo, certi tabù che ricorrono e che condizionano il modo di vivere… E’ strano, perchè tutti gli amici e i parenti che ci vengono a far visita si aspettano la Istanbul di “Fuga di Mezzanotte”, ma la Turchia di oggi, in particolare una città come Istanbul è molto avanti, tanto multietnica e in certi aspetti molto europea!

Ciò che secondo noi è più evidente, e che differenzia tanto i turchi dagli italiani, è il forte nazionalismo, l’amor per la patria e per il Paese che avvolge tutto il loro vivere. Una prova di questo, secondo noi, sta nel fatto che i ragazzi turchi viaggiano poco. A differenza degli italiani, generalmente non sono interessati a scoprire il mondo, a visitare e a conoscere altri popoli, culture… probabilmente perchè questo forte amor di patria li lega anche fisicamente al loro Paese.

One Comment

  1. Sara Pretelli

    22 maggio 2013 at 12:47

    Alice ti ringrazio ancora tantissimo!! scusami il ritardo!
    Un grande abbraccio
    Sara

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