Il viaggio nel silenzio dell’Islanda di Federica

maggio 8, 2013

Quando Federica Doria mi ha fatto leggere il suo post sull’Islanda, non ho avuto dubbi. Era una storia da raccontare qui su Wowanderlust. Digital strategist, social media manager, web editor e blogger, Federica è anche una mamma in viaggio. Il suo racconto sull’Islanda è molto affascinante. Buona lettura!

Trolls

Federica, sei stata di recente in Islanda. Che tipo di esperienza è stata? Te l’aspettavi così?

Avevo guardato delle foto prima di partire, ma, come spesso accade, la realtà ha superato le aspettative! Devo precisarti che ho fatto una crociera, anziché un Fly&Drive, come avrei voluto, perché con due bimbi al seguito la crociera costava meno. In Islanda infatti come immaginerai è tutto abbastanza costoso: sia noleggiare l’auto, sia pernottare in hotel o in strutture ricettive di altro tipo. Comunque, anche approcciare lentamente le coste islandesi via mare non è male, come esperienza. Ho avuto la sensazione, avvicinandomi, che su quelle coste non ci fosse assolutamente nessuno, e ho potuto ammirare con calma le forme delle alture, che sono particolari.

Per quanto riguarda il paesaggio, me l’aspettavo più boscosa, l’Islanda. E invece non lo è per niente, al punto che gli alberi sono stati piantati qualche anno fa e non sono molto alti. C’è una barzelletta islandese su questo, che dice: “se ti perdi in un bosco islandese, non temere: basta che alzi un braccio, e ti troveranno”. : D

L’altro aspetto che mi ha colpito è la grande quantità di acqua: abbondano torrenti, fiumi, laghi e cascate. Le cascate poi sono davvero spettacolari. Io ho visto Gullfoss, la cascata d’oro e Godafoss, la cascata degli dei (foss = cascata). Ma lo spettacolo senza dubbio più emozionante è stato vedere eruttare i geyser! E prima ancora aspettare che escano, pronti a cogliere l’attimo con la fotocamera in mano.

Costa

Come hai scritto tu sul tuo blog, gli islandesi sono 320 mila in tutto il paese: 120 mila di loro vivono a Reykjavik. Si percepisce la solitudine e la distanza da tutto il resto del mondo? E sul silenzio?

Il silenzio è assordante. E’ un silenzio che non è fatto dal rumore del vento e del mare, ma è un silenzio assoluto. E sì, si percepisce l’isolamento, almeno da parte di chi visita questo paese ed è abituato a tutt’altro scenario. Non so se gli islandesi percepiscano come noi questo silenzio e questa solitudine. Ti dico questo perché la nostra guida, una ragazza islandese che parlava un italiano perfetto, ci raccontava che gli abitanti di Reykjavik nel fine settimana “scappano” nelle loro case di campagna, per sfuggire al rumore e allo stress della città! Questo mi ha stupito molto, perché Reykjavik è tutt’altro che rumorosa e lo stress, beh… se vivessi lì, non saprei proprio come fare ad essere stressata.

Gullfoss

Come sono gli islandesi? Che cosa bisogna sapere del loro modo di fare?

Quando siamo arrivati al porto di Akureyri, ho incontrato alcuni ragazzi giovani che lavoravano sistemando il pesce (merluzzo per lo più) nelle casse, per l’esportazione. Mi sono avvicinata per scambiare due parole in inglese e per far vedere il pesce a mio figlio. Questi ragazzi però mi hanno risposto in italiano! Mi hanno anche detto che appena hanno qualche soldo, vengono in Italia e in altri paesi europei.

Altra curiosità è il fatto che, siccome in Islanda ci sono poche montagne alte e pochi impianti di risalita, gli islandesi appassionati di sci vengono in Italia a sciare. La nostra guida ci diceva che ci sono voli diretti su Verona ogni settimana, nel periodo invernale. Non l’avrei mai detto!

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Mi ha colpito molto anche l’accenno al fatto che i nomi delle persone in Islanda sono nomi di fiori, di alberi, di natura. Che natura hai trovato? Qual è stata l’esperienza più bella lì nel verde?

I colori dell’Islanda sono il verde dei prati e del muschio, l’azzurro dell’acqua, il marrone delle montagne e l’ocra delle zone delle solfatare, e il terreno marrone scuro delle zone delle fosse geotermiche, da cui gli abitanti ricavano l’energia per il riscaldamento delle abitazioni. Merita senz’altro una visita la centrale geotermica nella zona di Reykjavik, che ho visto, e una sosta nella laguna blu, che non ho fatto in tempo a vedere L

Magica è la distesa dei Trolls, i giganti che vivono nelle rocce, un popolo a cui gli islandesi credono da bambini e anche da adulti: esseri buoni che devono tornare nelle rocce prima del tramonto, altrimenti si trasformano essi stessi in rocce.
E ti assicuro che, complice forse la suggestione, le rocce hanno davvero una forma che spesso ricorda la faccia di un Troll.

Un altro posto bellissimo è il parco di Thingvellir, vicino al più grande lago d’Islanda. Dove si riuniva in passato il parlamento, e dove ancor oggi, il 17 giugno, si riuniscono gli islandesi per festeggiare l’indipendenza. La festa dura qualche giorno, e la popolazione approfitta anche di questo periodo in cui c’è il sole fino a mezzanotte. La cosa suggestiva è che il parco è un grande campo di lava, incastonato fra due falesie, in seguito ad una spaccatura tettonica.

Mi spiace non aver avuto il tempo di visitare un ghiacciaio. Sono più d’uno, e anche vederli in lontananza è bellissimo.

Isola di Vigur

E il cibo? Come ti sei trovata? Piatti imperdibili?

Più che imperdibili, direi buoni: semplici e nutrienti, come le minestre di panna e funghi, e il pesce cucinato in ogni modo. E i dolci, che sono particolari, soprattutto le torte speziate, che ho trovato davvero buonissime.

Paesaggio

Che cosa importeresti in Italia dall’Islanda?

Assolutamente la lana di pecora islandese, che ho portato a casa. Ho comprato un paio di ciabatte per me, fatte in lana cotta, e ho preso un grosso batuffolo di lana. La pecora islandese è particolare e la sua lana anche: è morbidissima, e naturalmente tiene caldo, ma soprattutto è una lana impermeabile. Ho potuto toccarla con mano nel museo dell’isolotto di Vigur, che abbiamo raggiunto in mezzora a bordo di un piccolo aliscafo, a largo di Isafjordur.

Solfatare

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