Il viaggio nel passato di Giulia a Berlino

aprile 1, 2013

Giulia Depentor è una nuoker da parecchio tempo, e caponuoker ormai quasi da un anno. Ma non solo. E’ una ragazza brillante, testarda e schietta. Vive con il suo Alessio a Berlino Est, è una community manager, bravissima scrittrice e divoratrice di libri.

Questo progetto – wowanderlust – nasce per raccontare il viaggio, nel senso più ampio possibile. Dopo aver letto una sua ultima intervista, non ho potuto fare a meno di pensare quanto sia affascinante il viaggio nella memoria che ha intrapreso. Buona lettura!

Come è nato questo wanderlust sulle tracce del tuo bisnonno?

In famiglia, abbiamo un’abitudine divertente: riusciamo a dare un soprannome a chiunque. Che si tratti di un nomignolo inventato per non far capire di chi si parla oppure di un vezzeggiativo… non riusciamo a resistere, tanto che a volte dobbiamo fare delle liste per ricordarci di tutti!

Questo, per spiegare dall’inizio la storia del bisnonno Subacqueo (al secolo Marino). Fin da bambina, sentivo parlare di questo bisnonno misterioso, scomparso prima della Seconda Guerra Mondiale, creduto morto e poi ricomparso perché accusato di bigamia.

Nessuno, in realtà, parlava volentieri di questa storia: io sapevo solamente che questo fantomatico bisnonno, cantante lirico (baritono per la precisione… anche se all’inizio pensavo che lo chiamassero “subacqueo” perché era una specie di palombaro) originario di Recanati e cugino nientemeno che di Beniamino Gigli, a un certo punto se n’era andato a Berlino per cercare lavoro… e da lì non era mai tornato, “dimenticandosi” addirittura di dare sue notizie per molti anni. A parte un paio di visite alla famiglia rimasta in Italia, di lui non si sapeva nulla.

Sono sempre stata molto curiosa e attratta dalle storie misteriose. Se poi le persone sono restie a parlarne, tanto meglio… questo mi spinge a scoprire tutto da sola!

L’interesse vero e proprio per la figura dimenticata del mio bisnonno si è svegliato all’inizio degli anni ‘90 con un episodio particolare: uno dei fratelli di mia nonna (figlia del bisnonno) arrivò a casa mia con una lettera scritta in tedesco da far tradurre a mio papà. In quella lettera, la seconda moglie del bisnonno (che poi in realtà si rivelò una terza moglie) ne annunciava la morte. Ricordo perfettamente la calligrafia minuta di quella donna, le parole sconosciute e la reazione piuttosto fredda di suo figlio.

Quasi vent’anni dopo (nel 2009), durante una vacanza a Berlino, bussavo alla porta della casa in cui lui aveva abitato e nel 2011, in seguito al mio trasferimento nella capitale tedesca, mi ritrovavo tra le mani un grosso fascicolo del Consolato Italiano pieno di polvere e notizie perse nella nebbia del tempo.

Sono tenace: se mi metto in testa qualcosa, non c’è verso di farmi desistere. La promessa era stata mantenuta: l’avevo ritrovato.

giulia_depentor_1

Ho letto sul tuo blog del tuo incontro surreale con l’attuale inquilino della vecchia abitazione del tuo bisnonno. Ti sei mai immaginata invece un possibile incontro con lui o con qualcuno che l’avesse conosciuto? Che cosa ti sarebbe piaciuto chiedergli?

Ero così emozionata di fronte a quella porta, aspettando che qualcuno venisse ad aprirmi, che non nascondo che per un attimo ho immaginato di ritrovarmi proprio lui.

La cosa strana di tutta questa storia è che, in famiglia, sono la persona che lo conosce meglio: sono stata a casa sua, ho letto le sue lettere, ho visto l’evoluzione del suo viso nelle varie fototessere allegate alle richieste di rinnovo dei passaporti. Ho “fatto conoscenza” con un numero imprecisato di avi che si sono trasferiti in Argentina (e che lui aveva provato a rintracciare… vizio di famiglia!), e sono stata proprio io a scoprire che in realtà non si era risposato solo una volta, ma ben due!

I suoi figli si ricordano di lui a malapena dato che se ne è andato quando erano bambini. Uno dei miei zii è addirittura andato a trovarlo, superando i controlli del muro, i miei genitori hanno ricevuto da lui un regalo di nozze… ma per il resto, nient’altro.

La sua storia l’ho scritta io e se avessi la possibilità di incontrarlo, gli chiederei di riempire le lacune e di spiegarmi alcuni punti per niente chiari. E ovviamente gli chiederei di raccontarmi la sua Berlino.

photo credit: Francesco Margaroli

photo credit: Francesco Margaroli

Ognuno di noi potrebbe partire per un viaggio nella memoria come stai facendo tu da così tanto tempo. E’ anche un modo per scoprire la città, immagino. Com’è la tua Berlino?

Grazie alle mie ricerche, ho scoperto parti della città che non avrei mai visitato di mia spontanea volontà. Il mio bisnonno viveva a Wittenau, un quartiere popolare di Berlino Ovest a ridosso del muro (pare che si sentissero gli spari da casa sua). Sono stata lì più volte, naturalmente, affascinata dal profumo della memoria che mi attirava ipnotico verso quei luoghi. Ho visitato il cimitero più vicino a casa sua, con la speranza che la fortuna mi aiutasse a trovare la sua tomba, sono addirittura andata all’impresa di pompe funebri che si era occupata della sua sepoltura.
Ho anche avuto la fortuna di visitare gli stupendi uffici del Consolato Italiano, nei quali mi sono immersa nelle scartoffie. Non dimenticherò mai quel pomeriggio di scoperte: una volta uscita dal Consolato, ricordo che rimasi per quasi un’ora imbambolata nei pressi del Tiergarten a cercare di riordinare tutto quello che avevo scoperto, senza in realtà riuscire a venire a capo di nulla.
Sono terribilmente affascinata dal passato: mi piace “giocare” a immaginare luoghi e persone trasportati indietro nel tempo. Non ci posso fare nulla. Una delle mie frasi preferite è “pensa come doveva essere qui 30-50-100 anni fa!”.

Fortunatamente, come potete immaginare, nella città in cui vivo non è per niente difficile: alcuni palazzi portano ancora i segni dei proiettili e gli edifici vecchi non vengono demoliti, ma vengono reinventati (ad esempio Tempelhof).
La mia Berlino è questa: vive nel passato e urla la sua storia.

photo credit: Francesco Margaroli

photo credit: Francesco Margaroli

Da perfetta capo nuoker sei sempre alla scoperta di posti unconventional, e in effetti i tuoi articoli lo dimostrano. Che cosa consiglieresti ad un aspirante travel blogger?

Vivendo a Berlino, leggo quotidianamente alcuni blog dedicati alla città, per scoprire notizie, eventi e mostre interessanti, e mi capita spesso di trovare articoli ripetuti, sugli stessi argomenti, asettici e “buttati lì” di fretta, senza neanche lo sforzo di dare un’opinione o un’impronta personale e senza neanche l’attenzione di correggere errori e refusi. Poco contenuto, solo molta fretta.
Non mi piace per niente: sembra una corsa, una gara a “riempire il carnet” di argomenti dedicato ad una città. “Se ne ha parlato quello, io non posso certo esimermi!”
Ecco, il mio consiglio è questo: non fate come quei blogger, siate unici, trovate la vostra nicchia e il vostro stile. Rispondete a questa domanda: perché mai un lettore dovrebbe scegliere me se scrivo gli stessi articoli che hanno già scritto gli altri? Arricchite il vostro spazio di belle immagini, scattate da voi. Ma se non ne avete di valide, lasciate perdere: meglio l’immaginazione piuttosto che uno scatto sgranato nato da un cellulare scadente.
Siate strani, abolite la ridondanza. Diventare dei replicanti non vi porterà a nulla.

giulia_depentor_5

Che cosa significa per te viaggiare? E che cosa non può mai mancare nella tua valigia?

Forse sarò noiosa, ma viaggi e libri per me si assomigliano: così come ho tanti libri da leggere in attesa sul comodino, ho anche tanti paesi da scoprire… e il tempo è così limitato!
Quando ne inizio uno nuovo (viaggio o libro) per me è come entrare in una nuova vita dove non voglio dettare regole ma solo lasciarmi trasportare dal flusso degli eventi e delle coincidenze.
Che poi, diciamocelo, le coincidenze mica esistono per davvero.

Nella mia valigia non possono certamente mancare i libri… tutto il resto si trova sul posto!

giulia_depentor_2

Il tuo sito in effetti è una grande risorsa per i divoratori di libri.
Consigliaci tre titoli di libri che raccontano di viaggi!

“Middlesex” di Jeffrey Eugenides.
Un libro stupendo che racconta il “viaggio” di Calliope alla scoperta delle proprie origini e dello strano incidente genetico che l’ha fatta nascere. Tutto inizia in Grecia, ad Atene, con la partenza dei suoi nonni verso l’America. Era usanza che i passeggeri della nave (che si chiamava Giulia!) tenessero in mano un gomitolo e ne lasciassero l’estremità in mano ai parenti sul molo a salutarli. Un mare di fili colorati che si dipana come ultimo legame verso la propria terra. Non è bellissimo?

“Europa molto amore” di Giorgio Scerbanenco.
Un viaggio rocambolesco di due ragazze braccate dalla polizia: dalla Francia alla Svizzera, passando per Berlino Est e per i piani di un enigmatico colonnello russo. Documenti falsi, borsette pericolose, spie, carichi di droga, loschi traffici e personaggi non proprio raccomandabili…non manca niente!

“Extremely Loud and Incredibly Close” di Jonathan Safran Foer.

Non è un vero e proprio viaggio, nel senso spaziale del termine, perché si svolge “solo” nella città di New York che Oskar Schell percorre in lungo e in largo all’inseguimento degli indizi disseminati dal padre morto nel crollo di una delle torri gemelle. Una storia profonda e commovente.

One Comment

  1. graziano

    6 aprile 2013 at 12:26

    che dire Giulia….sei fantastica!

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>