Il racconto di Expo 2015 su Nuok

maggio 18, 2015

Nutrire gli occhi dei visitatori, bellezza per la vita. Parafrasando il claim originale, potrebbe essere proprio questo il riassunto della nostra prima visita a Expo Milano 2015, due settimane dopo la sua apertura. Già, perché entrare in questo gigantesco microcosmo significa immergersi anima e corpo in un viaggio millenario fatto di riti, tradizioni, fatica fisica, usi e costumi legati al cibo. E vi capiterà di avvertire quelle stesse vibrazioni positive e piene di energia dirompente che solo crocevia come New York sanno rilasciare. Il mondo, per sei mesi, è qui a portata di mano e di scarpe comode. Certo, le code e i controlli per farne parte non mancano, così come gli svampiti over 80 senza biglietto oppure, peggio ancora, con un set di coltellini per funghi ripiegati nel taschino. Ecco che superati vecchietti e varchi presidiati, dimenticherete in un battibaleno tutte le polemiche sui ritardi, i black bloc e gli scandali. Anche questo è Expo: benvenuti finalmente sul decumano, la strada principale che attraversa l’intero sito da est a ovest per un chilometro e mezzo, dando casa su entrambi i lati ai padiglioni delle oltre 130 nazioni partecipanti.

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