Il cielo australiano di Alessandro Piersigilli

maggio 14, 2013

Per il secondo appuntamento di Photo Booth, vi presento Alessandro Piersigilli. L’ho conosciuto grazie ad Annalisa, sua sorella, che mi ha intervistata prima della mia partenza per l’Australia e l’avventura con i koala. E’ una delle più belle scoperte fotografiche degli ultimi mesi. Oltre a essere una grande persona. Lo troverete anche con un bonus extra nella mia app fotografica per SevenDays. Intanto, a voi la sua Australia.

Il cielo in Australia.

Il cielo in Australia per me

E’ qualcosa di sbalorditivo. Può lasciare a bocca aperta anche la persona più insensibile di questo pianeta. Il proverbio “toccare il cielo con un dito”, in Australia diventa realtà. Ma è una cosa che fin quando non si mette piede in terra “OZ” non la si può capire. Prima di intraprendere il viaggio molte persone mi dicevano “vedrai che cielo”. Beh, io le ascoltavo, ma non le davo tanto peso. Una volta arrivato nel Western Australia, la prima volta che sono andato in spiaggia, mi sono trovato un pò in confusione. Era come trovarsi all’interno di una grande lente grandangolare, che modifica la realtà delle cose. Ogni volta che mi trovavo a tu per tu con il cielo mi mancava il fiato. Mi chiedevo come poteva essere reale una sensazione tanto assurda. Avevo come la sensazione di avere il cielo ad un passo da me. La combinazione più assurda era il cielo-mare. Sembrava di poter guardare oltre l’oltre, l’infinito era reale.

Che sia giorno o che sia notte, l’effetto è il medesimo. Il cielo è li. Ha la capacità di farti percepire la tridimensionalità dello spazio senza l’ausilio di nessun tipo di occhialino. Potevo osservarlo per giorni interi ma non era mai noioso… perchè ogni giorno si vestiva con colori diversi e sgargianti. Si rendeva bello e affascinante. Cieli limpidi, cieli pieni di nuvole dalle svariate forme geometriche, cieli stellati – non importava – ogni volta era a un passo da me!!

Il mare in Australia.

Il mare in Australia per me

Il mare dell’Australia non è soltanto blu. E’ un mare di mille colori, tanti quanti sono i ragazzi e le ragazze che ci appoggiano le loro tavole, alzano le loro vele o semplicemente passeggiano lungo le sue coste. Profuma di divertimento, libertà e spensieratezza. E’ un mare che va vissuto per quello che ti regala. Natura incontaminata che ti permette di trovarti in prima persona all’interno di un documentario. Una volta indossati maschera e pinne ti immergi in un mondo parallelo.

Davvero sembra di entrare in un altra realtà dove gli edifici sono fatti di coralli fra i quali si creano strade, sottopassaggi e grotte dove si è ormai creato una sorta di codice del mare. Un posto dove ci si mette ad ascoltare il rumore del silenzio. Ma è un silenzio diverso da quello che tutti conosciamo, è un silenzio fatto di suoni, dalle onde che sistematicamente si infrangono al vento che corre costante lungo le sue coste.

Mare e spiaggia messa a disposizione di tutti: selvaggia ma, allo stesso tempo custodita come un tesoro da ogni singolo individuo. Parchi acquatici naturali, reef, gruppi di persone che con la loro jeep arrivano ad un passo dal mare e, canna da pesca e birra in mano, apprezzano i piccoli piaceri della vita. Camp-site in riva al mare con congregazioni di canguri che ti danno il buongiorno la mattina. Tartarughe giganti che, durante la notte, escono dal loro mondo, il mare, per portarsi in spiaggia e deporre le uova. Ma sono emozioni difficili da capire se non le si vivono di prima persona.

La natura in Australia.

La natura in Australia per me

La natura in Australia è la vista che perde i confini degli spazi e tu che, a tua volta, ti perdi spinto dalla curiosità di vedere oltre. E’ il telefono che non prende e i contatti che iniziano a tacere. E’ un sentiero lungo il fiume o un tuffo tra le rocce. E’ il dormire sotto la luna con un falò acceso. E’ lo svegliarsi la mattina e non chiedere che ore sono. E’ la siesta sotto un albero o dietro una cascata. E’ l’osservare, l’ascoltare e l’odorare. E’ la scoperta di luoghi nuovi per la mente ma antichi per ciò che racchiudono. E’ il volo di un kakadu o lo zompettare di un canguro. E’ il rosso delle rocce. E’ il ritrovarsi nel bel mezzo del bush in attesa di chissà cosa. La curiosità di scoprire, di camminare e, perché no, di perdersi. E l’incontrare persone, che come me, si sono avventurate in zone preistoriche.

Una volta immersi nella natura OZ vi è un immediato passaggio dal reale al surreale. Termitai giganti, cascate, piscine naturali, sonorità atipiche e un caldo infernale. Mi ha colpito molto una cosa di questi parchi naturali: ogni qual volta si varca la soglia di ingresso vi è un casottino, uno di quei tipici casottini da “Ranger con la divisa”. Beh, non vi era alcun ranger ma un cartello nel quale veniva spiegato che ogni fruitore del parco dove lasciare in una apposita busta 7 $, e cioè il prezzo per l’entrata al Parco.

Tra me e me, come un classico italiota, ho subito pensato: ma come fanno a fidarsi? Ci sarà sempre il furbacchione di turno che entrerà senza pagare! Poi però ho capito che la mentalità Aussie non è come la nostra! Loro non pensano sempre in negativo come siamo abituati noi, e 7 $ per quello che ti regalano sono davvero una sciocchezza! Una volta entrati ci sono vari camp-site che non sono altro che varie piazzole di sosta… e basta. Vi è giusto un capanno adibito a bagno. Si è in totale contatto con la natura. E solo quando arriva la sera ti accorgi di chi ti circonda perchè in lontananza puoi scorgere l’accendersi di un falò o puoi udire il timido strimpellare di una chitarra. Tutti a godersi la natura OZ!

Le persone in Australia.

Le persone in Australia per me

Felice. Questa è la prima parola che mi viene in mente pensando agli Australiani. Sono felici, hanno voglia di parlare, di aiutare e di condividere. Ti puoi trovare nel bel mezzo del nulla e sta pur sicuro che il primo Australiano che passa si fermerà per chiederti: Whats happened? Ma non solo. Ci possono già essere quattro persone ferme a darti una mano e stai pur certo che anche la quinta si fermerà (esperienza personale).

Si, hanno tutto ciò di cui han bisogno, ma lo hanno ottenuto e lo stanno ottenendo grazie alla politica attuata. Si respira nell’aria il loro senso di apprezzamento per ciò che hanno. Lo valorizzano, lo proteggono con tutte le loro forze, nè sono gelosi quanto basta. Sono persone socievoli. Il più perfetto sconosciuto, dopo cinque minuti, può diventare il tuo più grande amico. Si lasciano andare a parole, inviti dell’ultimo minuto, consigli e racconti. Per alcuni possono sembrare troppo in tutto: troppo conservativi, troppo puntigliosi, troppo amanti della birra. Per molti stanno copiando un “mood” di stampo Americano. Ma se tutto ciò sta rendendo l’Australia uno dei migliori continenti al mondo, ben venga!

Il viaggio in Australia.

Il viaggio in Australia per me

Ho iniziato a pensare all’Australia circa 5 anni fa. Ero nel mio ufficio mentre, come mio solito, cercavo di trovare, anche solo per un attimo, una via di fuga immaginaria da quelle quattro mura. Navigando in vari siti internet che, come tema principale, trattavano quello del viaggio, sono incappato (fortunatamente) in un blog di un ragazzo che si era girato per lungo e per largo tutta l’Australia. Aimè il blog non è più online. Ma da quel giorno avevo aperto il mio cassetto dei sogni ed avevo fatto un pò di spazio all’Australia. Molti ragazzi partivano, ed io ero sempre rinchiuso nel mio ufficio e tritarmi il cervello sul come fare a riuscire ad andare la, non solo per una semplice vacanza mordi e fuggi, ma per un periodo medio lungo. Ero maledettamente invidioso di un mio caro amico che ogni anno si faceva un mese di vacanza in svariati posti sparsi nel globo. Una sera gli dissi: che invidia che mi fai. Non passò neanche un nano secondo che quasi si “arrabbiò” con me dicendomi: ma quale invidia, prendi il tuo zaino e parti, l’invidia non aiuterà di certo a partire… se vuoi puoi! Passai giorni, mesi e anni a pensare sul da farsi. Arrivato a due settimane dal mio trentunesimo compleanno, limite entro il quale si può fare il WHV, sono andato da mio padre, col quale lavoro, dicendogli: “bà faccio il visto per l’Australia. O adesso o mai più”.

E’ proprio vero che la natura umana ti porta a prendere le decisioni più ardue quando si è sul filo del rasoio. O di qua o di là, sempre giù si va, ma io sono riuscito a camminarci sopra e ad arrivare dall’altra parte del mondo…in Australia. E’ anche vero che a una settimana dalla partenza pensavo: ma chi me l’ha fatto fare, di partire da solo, non conosco nessuno, con un inglese da “molto insufficiente”. Ma ora come ora penso che sia stata la più bella esperienza della mia vita. Mi ha fatto crescere tanto. Mi ha fatto capire cose nuove, conoscere gente nuova, posti nuovi, stili di vita nuovi ma anche che tutto il mondo è paese. Ora sono tornato in Italia… ma sto già studiando il modo per ripartire, perché l’unico problema dopo esperienze del genere. E’ che non se ne può più fare a meno. Ti da quel gusto di imparare le cose viaggiando. Impari più con esperienze del genere che in anni sballottato tra elementari, medie e superiori (almeno in Italia). E non abbiate paura di partire da soli. Perché non si è mai soli in giro per il mondo, anche quando sarete nel bel mezzo del nulla, troverete sempre qualche spirito avventuriero lungo il vostro cammino. O se così non fosse poco importa, da soli si apprezzano comunque tante cose, e diversamente!

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