I meravigliosi viaggi di Elisa Chisana Hoshi

aprile 12, 2013

Lei è una cercatrice di tesori, globetrotter e descrittrice per vocazione: adora raccontare, con parole e immagini. I suoi superpoteri si servono solo di mappe e coordinate. Da piccola voleva fare la piratessa nei Mari del Sud. Ha vissuto e lavorato in Australia, Giappone e Turchia – cambiando innumerevoli lavori come racconta qui Vanity Fair – e ora si è trasferita in Vietnam. Da qualche anno è nel team di Nuok, nuoker prima da Stambul e poi da OciminSiti, e da poco è una fotografa di Open Sevendays. Potete leggere tutta la sua storia qui. Elisa potrebbe tranquillamente scrivere il suo libro “Una viaggiatrice un giorno mi disse…” e tra poco scoprirete perchè. Intanto ecco di che cosa abbiamo parlato insieme.

Da poco è iniziata la tua esperienza come Esploratrice Contemporanea con SevenDays. Viaggiatori si nasce o si diventa? Che cosa ci dobbiamo aspettare dalla tua imminente pubblicazione?

La voglia di viaggiare nasce con noi, è un istinto naturale. Per alcuni è più forte, per altri meno, ma c’è: è quello che ci ha spinto fuori dalle caverne. Sicuramente va coltivata, come tutte le attitudini, da sola non basta a fare un viaggiatore. Per me la voglia di avventura è stata un fuoco inestinguibile, che mi ha animata fin da piccola. Guardavo gli uccelli e ammiravo la loro capacità di volare via d’inverno, verso posti nuovi e caldi. Mi sembrava la cosa più bella e naturale del mondo e pensavo che da grande mi sarebbe piaciuto vivere così. Passavo ore immersa tra le enormi pagine dell’atlante geografico, misuravo con il palmo della mano il mappamondo, leggevo libri di pirati e segnavo le mie rotte…
Esplorare e poi raccontare è cominciato quando vivevo e lavoravo in Giappone, immersa in una realtà lontana – meravigliosa e sconvolgente – con un entusiasmo che non riuscivo a tenere solo per me. Ho riconosciuto lo stesso spirito nel progetto degli Esploratori Contemporanei (diciamocelo, è stato proprio amore!) e non vedo l’ora di raccontare quello che non vi aspettereste mai di trovare qui in Vietnam! Sarà un’App anzitutto fotografica, per raccontare un paese straordinario, pieno di atmosfera e di energia. Vi porterò nei colori della meravigliosa Hoi An e qui a Ho Chi Minh City, che è una città per molti aspetti sorprendente, e vi racconterò perché ; )

Cavalcando Ada, lo struzzo da corsa

Cavalcando Ada, lo struzzo da corsa

Che tipo di esploratrice sei? Con mappe alla mano o come viene?

Prima di arrivare mi piace leggere, documentarmi, farmi un’idea, per poi puntualmente cambiarla! Non c’è niente di più bello che lasciarsi stupire da un posto nuovo, fare qualche programma per il piacere di stravolgerlo. Non uso tanto le mappe, solo il GPS del telefono se proprio mi sono persa, ma in realtà non mi perdo quasi mai. Più che altro mi faccio distrarre da un profumo o da un colore, e decido di seguirlo.
Mi è capitato anche qui in Vietnam. Un mese fa ero a Phan Thiet, a visitare un tempio sulla collina, un posto sperdutissimo e stupendo, con una vista pazzesca sul mare. Ho seguito il consiglio di una vecchia viaggiatrice che incontrai qualche anno fa in Tasmania, che mi disse così: “Quando arrivi in un posto nuovo o che non conosci, vai sempre sul punto più alto che puoi trovare. Cerca di capire dove sei e guardati intorno: vedrai sempre qualcosa che ti ispirerà”. Proprio così ho avvistato un piccolo canyon rosso a picco sul mare (quello della foto dove salto!) scoprendo un posto segretissimo e non segnato su nessuna mappa!

l'indian Paficic Train durante la traversata di Nullarbor Plain, Western Australia

L’indian Paficic Train durante la traversata di Nullarbor Plain, Western Australia

Come ha raccontato anche Vanity Fair tempo fa, hai cambiato tanti lavori, tanti paesi e tante culture. Ogni volta che arrivi in una nuova città, che cosa ti conquista? Suoni, sapori, colori? 

Mi conquistano tutti e cinque i sensi. Vedere come si organizza e si muove la gente, costatare che ci sono tanti diversi modi di vivere la vita. Anche fare tanti lavori un po’ pazzeschi fuori dall’Italia è stato istruttivo! Ho interagito con persone incredibili e super interessanti, non avrei mai pensato di lavorare agli scavi del Metrò, lucidare pomi d’ottone e servire da bere ai piloti di elicotteri nel deserto australiano…

Love Shibuya, Tokyo

Love Shibuya, Tokyo

Sei anche una nuoker storica, prima da Stambul e ora da OciminSiti. C’è qualcosa che unisce queste due città? E ancora, che cosa le rende diversissime al di là della posizione geografica?

Passare da Istanbul a Ho Chi Minh City è stato interessante e per nulla scontato. Quando sono arrivata qui avevo ancora addosso il profumo del chay fumante di Istanbul, il canto dei muezzin al tramonto e degli ambulanti sotto le finestre di casa mia, il traffico surreale di una metropoli supercongestionata… Ho ritrovato molto di tutto questo anche qui a Saigon, così come la dicotomia Europa-Asia che credevo essere esclusivo appannaggio di Istanbul. E invece no, il passato coloniale francese dell’Indocina è ancora presente, e lo trovo affascinantissimo. Un giorno, camminando nei vicoli della vecchia Saigon, un anziano signore mi ha fatto cenno dalla porta di casa, sorridendomi e chiamandomi “mademoiselle”: ci siamo seduti a chiacchierare per ore, in francese.

Red Desert jump!

Red Desert jump!

Tante persone sperano che andando semplicemente all’estero si possano risolvere problemi. E’ la fuga la soluzione? Oppure ci portiamo dietro sempre noi stessi e di conseguenza i nostri problemi?

Devi cambiare animo, non cielo. So che anche tu come me ami questa frase di Socrate. Questa frase dice tutto: è perfettamente inutile illudersi di fuggire, alla fine ci ritroviamo sempre di fronte a noi stessi, perché ci portiamo con noi. Non bisogna andare all’estero per fuggire, ma per sperimentare, per conoscere i nostri limiti e le nostre aspirazioni, per metterci alla prova e per perdere inutili pregiudizi sul prossimo.
Partire per voglia di avventura, curiosità e conoscenza è meraviglioso: lo consiglio a chiunque. Partire con l’illusione di risolvere magicamente tutti i problemi, a nessuno. Semplicemente perché non funziona così.

Sui tetti di Saigon

Sui tetti di Saigon

Il tuo entusiasmo per il viaggio è palpabile in ogni tuo scatto e parola. Qual è la tua ricetta segreta?

E’ che mi piace proprio tanto! Ti giuro che fatico a contenermi… a volte sono così felice che devo mettermi a cantare, come davanti a certi tramonti, al silenzio delle dune, ad alcuni sorrisi che non dimenticherò mai. Viaggiare per me è meraviglioso, sotto tutti i punti di vista, anche se soffro ogni mezzo di trasporto possibile e immaginabile, che importa? Qui ho cavalcato anche uno struzzo da corsa!

Ho appena letto questa bellissima frase di Borges, e mi ci sono ritrovata tantissimo: Gradiva le differenze: forse per questo viaggiò tanto. Viaggiare è la cosa che mi fa sentire più ricca al mondo, insieme all’amore, che per mia inestimabile fortuna ho incontrato in Australia, e che da allora vive e viaggia con me.

2 Comments

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