Giada: come ti cambia viaggiare da piccoli

aprile 19, 2013

Quando ho parlato per la prima volta di Wowanderlust ad Enrico Rossi, subito ha iniziato a parlarmi di Giada. Mi ha raccontato che Giada è una scrittrice di viaggi e aveva un blog, questo. Come Enrico, anche lei vive a Parigi e sempre con lui ha vissuto anche in Spagna. Ha viaggiato molto in Cambogia e Laos la scorsa estate e anche in California a San Diego. Studia alla Sorbona archeologia del costume e della moda. Non poteva non incuriosirmi, e così ci siamo conosciute virtualmente qualche giorno fa. Mi ha mandato un suo profilo stupendo, e spero che possa entrare presto nella nostra famiglia Nuok. Intanto, ve lo anticipo.

Il suo nome è Giada, e come i colori della pietra di cui porta il nome, anche lei ha diverse sfumature e sfaccettature. Romantica e concreta allo stesso tempo, fin da piccola voleva essere una specie di Indiana Jones a braccetto con Alice nel Paese delle Meraviglie. Quando la cercavano, saltava fuori impolverata con occhi sognanti di chi aveva appena conosciuto un segreto speciale. Raccontava di viaggi mitici in soffitta e di quale fosse la grande avventura e sfida del giorno. Oggi, dopo 25 anni, è rimasta quell’unico mix tra avventuriera e bambina. Il suo paese delle meraviglie non è più la soffitta, ma il mondo intero, che osserva con ancora gli stessi occhi sognanti. Scivola ogni anno in Marocco per riflettere nel deserto sulla meraviglia del mondo, di tanto in tanto attraversa la giungla in Laos per testare la sua grinta, corre in America per scoprire la terra dei giganti, si siede ad Angkor What per meditare, vola in Spagna per ballare e torna in Italia per mangiare. Tra un viaggio e l’altro, ha come residenza temporanea un sottotetto parigino, dove riposarsi col suo coniglio Penny Lane, scrivendo delle sue avventure nel meraviglioso paese, detto mondo.

Giada, quanto ha influito l’apertura dei tuoi genitori nel tuo modo di viaggiare? Qual è il ricordo più bello che hai di quando eri bambina durante un viaggio?

I miei genitori sono due pazzi scatenati e sanno godersi la vita come pochi. Il loro approccio curioso e divertito mi ha quindi condizionata fin da piccola. Tra mia madre che ci raccontava la storia come se fosse una bella favola e mio padre che ci faceva capire l’importanza di condividere i piccoli bei momenti quotidiani, era sempre una festa. Ecco allora che il viaggio si presentava come un’occasione per scoprire giocando una nuova cultura. Non potevamo fare gli schizzinosi davanti ad un piatto sconosciuto, prima lo si gustava e poi eravamo liberi di dire che non ci piaceva.

Il ricordo più bello é sicuramente quello condiviso nel deserto in Egitto: dopo essermi dipinta il viso con le rocce colorate, mi sono lanciata con mio fratello da una duna. Quando mia madre ci ha visto tutti impolverati, siamo scoppiati a ridere. Lì, dice sempre, ha capito che ero una piccola avventuriera.

Io, mia mamma e mio fratello in Egitto

Io, mia mamma e mio fratello in Egitto

Quando avevi dieci anni sei andata in Argentina. Che paese è?

Un paese che insegna ad osservare ed essere paziente. Mi ricordo che non capivo la realtà, affascinante ma talvolta drastica, di Buenos Aires e nemmeno i complicati tempi di immigrazione degli animali, durante la nostra traversata verso la Patagonia. Tuttavia se si è capaci di osservare i dettagli multiformi della capitale e tacere davanti al silenzio blu del Perito Moreno, si scopre ben presto che è una nazione di cui ci si innamora facilmente e che ti cresce enormemente. A quel viaggio devo moltissimo.

Verso il Perito Moreno

Verso il Perito Moreno

So che hai anche provato a viaggiare con alcune associazioni come Avventure nel mondo senza prima conoscere i partecipanti. Che tipo di esperienza è stata?

Beh, sono viaggi all’avventura ancor prima di arrivare in aeroporto, perché è li che conoscerai il gruppo del quale sai veramente poco o niente. La sorpresa però è sempre piacevole, sono tutti viaggiatori, chi alle sue prime avventure e chi più esperto, e l’intesa è spesso istantanea.

Le mie esperienze sono state tutte meravigliose, mi hanno permesso di vedere squarci di vita locale che molto probabilmente mi sarei persa se fossi stata da sola. L’avventura poi non è mai mancata, tra trekking accompagnati da monsoni in Laos e notti nelle dune di Merzouga, sono riuscita a testare la mia resistenza. Una perfetta combo per chi come me vuole vedere un paese, assaporandone anche le possibili sfide.

Pausa pranzo in Laos

Pausa pranzo in Laos

Qual è il paese europeo che consiglieresti a chi è al primo viaggio vero e proprio e non è mai uscito fuori dai confini italiani? Perché?

Io sono molto affezionata alla Spagna e per molteplici motivi. Il primo e più importante, é sicuramente dato dall’esperienza dell’Erasmus a Valencia, il migliore affare della mia vita. Poi sicuramente il caldo, i paesaggi, la gente calorosa e sorridente e la sangria sono qualità da non sottovalutare. Consiglierei quindi questo come primo paese ed in particolare l’Andalusia on the road. Le strade sono grandi ed immerse in meravigliosi paesaggi, le città di una bellezza unica e piene di storia. Un cocktail fresco e facile di divertimento, cultura, avventura e bellezza nel quale tuffarsi.

andalusia

Il viaggio in macchina in Andalusia

Qual è il tuo modus operandi quando arrivi in un luogo che non conosci? Per esempio, che cosa hai fatto una volta arrivata a Rodi?

Quando sono arrivata a Rodi avevo solo un biglietto di andata e di ritorno ed uno zaino che rispettava perfettamente le misure del bagaglio a mano, in sintesi poche cose, ma l’essenziale. Una volta nel centro della città, ho cercato un ostello, mi sono seduta ho respirato profondamente e dopo aver attaccato una bella pezza al proprietario, avevo in mano una cartina dell’isola con tutte le indicazioni necessarie ed un quad pronto ad aspettarmi per setacciare insieme ogni segreto della cultura greca. L’avventura nel giro di due ore era già iniziata.

Cerco quindi di trovare una persona del luogo che mi ispiri la perfetta rappresentazione del viaggio a cui aspiro e le chiedo più informazioni possibili su quali siano i posti da vedere, senza dimenticare i posti in cui mangiare. Il fiuto del viaggiatore raramente porta a sbagliarsi nell’individuare il prescelto, che si rivela sempre entusiasta, nonché una fonte fondamentale.

Io all'Acropoli di Lindos, nell'isola di Rodi

Io all’Acropoli di Lindos, nell’isola di Rodi

Che lavoro legato al viaggio ti piacerebbe fare?

Adoro i miei viaggi, sono tutti emozionanti e parlarne mi permette di riviverli. Quando poi penso ai luoghi unici scoperti percorrendo intere città, mi convinco che sicuramente un altro viaggiatore ne apprezzerebbe l’originalità. Vorrei quindi partecipare come autrice per una guida o essere giornalista di viaggi, per poter condividere le mie piccole perle preziose scoperte nel mondo, delle quali, lo ammetto, vado molto fiera.

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