Exploremore: un sogno chiamato Nuova Zelanda

copertinaHo tre amici che tra qualche mese si trasferiranno in Nuova Zelanda, e sono davvero molto felice per loro. Quando ho ricevuto la segnalazione del libro che vedete qui a fianco, non ho potuto resistere alla tentazione di saperne di più. Angelo Zinna è l’autore di Working Holiday Nuova Zelanda e non solo. Nel Gennaio 2010, stanco della monotonia, della regolarità, delle abitudini della vita di tutti i giorni ha smesso di appartenere a un luogo ben preciso, partendo per un viaggio che lo ha portato in luoghi di cui a malapena conosceva l’esistenza. Ha fatto lo zaino e se ne è andato, senza più tornare indietro. Su Exploremore condivide ciò che gli accade, cosa vede, dove sbatte la testa ogni giorno, ma soprattutto cosa rappresenta per lui l’esperienza del viaggio.

Exploremore è un sito di racconti, fotografie, consigli e risorse per il viaggiatore indipendente.  Nato come un travel blog personale, Exploremore si è rapidamente evoluto grazie a numerose collaborazioni con importanti siti di viaggio italiani, grazie a idee, e a un pubblico sempre più largo che mostrato la necessità per una piattaforma dedicata appositamente a chi viaggia lento, lontano e sostenibile.

Oggi Exploremore racconta di viaggi grandi a budget piccolo, riporta informazioni dirette dalla strada, e discute di tutto ciò che viaggiare  rappresenta, che sia questo a piedi, in aereo, in elefante o con la fantasia. Su questo sito si trovano le parole di ha deciso di emigrare, si descrivono le opportunità e le difficoltà di “lasciare tutto e partire”, e si parla del viaggio più come esperienza che come movimento.

Tempo fa Exploremore ha pubblicato Working Holiday Australia – Vivi, lavora e viaggia nella terra dei canguri, la prima guida italiana alla vacanza-lavoro in Australia,  e propone una scrittura di viaggio creativa, originale e innovativa, per ispirare chi, almeno una volta, a cambiare vita ci ha pensato seriamente. Oggi invece, si parla di Nuova Zelanda. Ma conosciamolo insieme da vicino!

Angelo, sei partito da Empoli quattro anni fa e non ti sei più fermato. Ci racconti qualcosa di te e dei tuoi ultimi spostamenti? Che cosa ti ha spinto a partire e soprattutto cosa ti spinge a non tornare ancora?

Quando sono partito, a 20 anni, non avevo ben chiaro cosa sarebbe successo. Come molti ho pensato di prendermi un periodo per provare un’esperienza all’estero e vedere un po’ cosa c’è oltre i confini di casa nostra. Ho scelto l’Australia, dovevo stare sei mesi. Oggi sono passati quasi quattro anni, e il viaggio si è rivelato più lungo del previsto. La curiosità mi ha spinto a partire, e poi a proseguire in mete differenti, ma ho sempre trovato difficoltà a programmare sul lungo termine. Le persone incontrate hanno guidato il mio itinerario, così fino ad oggi sono stato in Australia, Nuova Zelanda, Timor Est, Indonesia, Malesia, Borneo, Brunei, Thailandia, Cambogia e Vietnam, e mi sto muovendo verso nuove destinazioni. Per fare questo giro ho avuto bisogno di tutto questo tempo principalmente perché per finanziare i miei viaggi ho sempre alternato periodi di lavoro nei luoghi dove mi trovavo a periodi di movimento vero e proprio. Oggi mi trovo sulla via del ritorno, holasciato l’Oceania e mi sto dirigendo verso l’Europa. Via terra però, ci vorrà un po’!

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Creando il travel blog indipendente Exploremore sei stato anche molto generoso, condividendo esperienze e informazioni. Come è nata l’idea di Exploremore? Ricordi il preciso momento in cui hai deciso di crearlo?

Sì ricordo bene quando tutto è cominciato. Con l’intenzione di staccare la spina totalmente durante il viaggio, sono partito da casa senza computer. Non ho uno smartphone o un tablet, e l’unico oggetto elettronico per i primi sei mesi è stata la macchina fotografica. Sono stato sconnesso per diversi mesi e questo mi ha permesso di concentrarmi sul viaggio in modo completo. Quando però questo è diventato troppo da tenere per me, ho pensato che fosse una buona idea condividerlo. Ho cominciato a scrivere quello che oggi è Exploremore (inizialmente aveva un nome diverso), un po’ per gli amici, un po’ per tenermi compagnia durante alcune tratte in solitaria. Poi la cosa ha preso piede, sono arrivate le collaborazioni, la guida, e il pubblicosi è allargato. Così è nato Exploremore e riuscire a trasformarlo da un blog ad una piattaforma di riferimento per i viaggi lunghi a budget piccolo è la direzione che sto cercando di prendere.

E ora la guida Working Holiday Nuova Zelanda, un manuale pratico, digitale e low cost, a sistemarsi, trovare lavoro e viaggiare in Nuova Zelanda a costo zero. Come descriveresti questo paese a chi non ci è mai stato? Che cosa la rende unica oltre i paesaggi mozzafiato?

La Nuova Zelanda è un paese di cui si parla sempre poco, un po’ all’ombra della vicina Australia, che proprio per questo motivo riesce a sorprendere chiunque arrivi senza aspettative. Andando oltre i paesaggi e la natura per cui i più la raggiungono, la Nuova Zelanda è a mio parere un luogo che ha bisogno di tempo per essere conosciuto. I suoi ritmi lenti e lo stile vita che caratterizzano questa popolazione sono qualcosa a cui è necessario abituarsi e apprezzare con il tempo. Con questo concetto nasce Working Holiday Nuova Zelanda, la prima guida pratica che spiega come organizzare un viaggio lungo un anno intero, come trovare alloggio e una lunga sezione sul come, dove e quanto trovare lavoro, sia stagionale che in prospettiva di fermarsi più a lungo. Il filo conduttore, che è poi quello di tutti i viaggi indipendenti, è quello di cercare di spendere il minimo per il necessario, dormire, mangiare e spostarsi, per poter concentrare soldi ed energie sul viaggio vero e proprio. E per questo nella guida ho inserito anche numerose soluzioni per dormire a costo zero e muoversi lungo il territorio a gratis, per non dare a nessuno la possibilità di trovare scuse per non partire.

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Tra le oltre 200 pagine utilissime che ho potuto leggere in anteprima, mi ha incuriosita molto la sezione dedicata ai viaggi On the Road. Tra gli itinerari consigliati su Isola Nord e Isola Sud, qual è il tuo preferito? Quello che davvero non può assolutamente mancare nel nostro bagaglio di esperienze?

L’Isola Sud è senza dubbio la parte più varia e diversa, dove si incontrano quattro stagioni da nord a sud, e dove si può andare a sciare di mattina e fare il bagno al mare in pomeriggio. Io mi sono mosso prima scendendo la costa ovest e poi risalendo la costa est, in parte in autostop, in parte trovando passaggi su internet. Lo spazio a disposizione qui rende la sua natura aperta il luogo ideale per campeggiare e trovarsi in contatto con l’ambiente che ci circonda. I tre giorni di trekking nell’Abel Tasman sono uno dei ricordi più belli, così come i fiordi di Milford. Per uscire però dalle tratte turistiche, uno dei tracciati che ho preferito è la Copland Track, a poca distanza da Fox Glacier, che richiede due giorni, e lungo un percorso poco battuto passa fiumi, torrenti, risalendo il fianco di una montagna fino a delle piscine termali naturali.

Prima di questa guida, avevi scritto e distribuito Working Holiday Australia. Ma l’Australia è davvero la nuova terra dei sogni per i giovani?

L’Australia rimane una terra di opportunità, anche se non so per quanto. Gli italiani che partono con Working Holiday in Australia sono raddoppiati nell’ultimo anno, e così quelli che cercano di fermarsi più a lungo. Giustamente, mi viene da dire, gli stipendi in Australia sono alti, il clima è perfetto, e ci sono già tantissimi stranieri. La paga minima supera i 10 € l’ora e la mentalità è ancora aperta a chi ha idee valide con cui contribuire nella società. I primi tempi possono essere difficili, ma sicuramente è una carta che vale la pena giocare. Io sto già pensando di tornare.

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Progetti? Il tuo sogno nel cassetto dopo Working Holiday Nuova Zelanda?
Il prossimo viaggio che è sulla tua lista?

Il prossimo viaggio è già in atto! Al momento mi trovo a tagliare l’Asia per raggiungere l’Europa senza volare (a parte l’eccezione della Birmania, non accessibile via terra). Sto percorrendo in modo lento il sud-est asiatico, per poi passare all’India, il Nepal e la Cina. Se soldi e forze lo permetteranno, a questo punto vorrei percorrere l’Asia centrale, gli “Stans” per arrivare in Turchia e quindi in Europa. Non so se riuscirò, si vedrà strada facendo. Durante tutto questo periodo sto lavorando a tempo pieno su Exploremore, cercando di proporre idee innovative nel mondo della scrittura di viaggio e costruendo alcuni progetti che spero siano di ispirazione a chiunque voglia cambiare vita, anche solo per in modo temporaneo.

One thought on “Exploremore: un sogno chiamato Nuova Zelanda

  1. claudio scrive:

    Grazie ANGY !!! Continua cosi !!! io ho lasciato un pezzo del mio cuore in AUSTRALIA…se non era per te forse non sarei mai partito…SPETTACOLARE !!!

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