Crescere all’estero: la vita on the road di Carolina

maggio 5, 2013

La storia di Carolina è una delle più belle incontrate da quando ho iniziato questo progetto.  Ha un blog di viaggio che si chiama caroldoestheworld.com, dove racconta le se avventure durante il viaggio nel sud est asiatico che sta intraprendendo. Lo troverete scritto in inglese: è da quando ha 16 anni che vive in english-speaking countries. Con un diploma in USA e laurea a Londra, le viene più facile scrivere in inglese, ma come vedrete qui sotto anhe il suo italiano è perfetto. Vi lascio alle sue parole, e se volete, anche alla sua pagina su Facebook qui.

Carolina, a sedici anni hai preso una decisione importante.
Che cosa è scattato in te?

In realtà è stata una decisione che ho preso quando avevo undici anni, vedendo mia sorella maggiore fare lo stesso anno in una high school americana. Non ho mai dubitato un momento negli anni seguenti che l’avrei fatto anche io, e anzi, ero talmente impaziente (e testarda!) che avevo fatto l’applicazione per andare il secondo quadrimestre della terza liceo. I miei professori però non me l’hanno permesso perché si iniziava il trimestre e sarebbero cambiate troppe cose, quindi ho mandato tutti a quel paese e ho deciso sarei andata l’anno dopo, ma per un anno intero. Ero incavolata nera con tutto il sistema scolastico, ma ora ripensandoci mi rendo conto che se fossi andata in terza anziché quarta non sarei riuscita a fare tutto quello che ho fatto dopo… Everything happens for a reason!

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A diciassette anni, Londra.
Come è stato vivere all’estero, lontana dalle tue radici, così giovane?

Il primo anno è stata un’esperienza bellissima, nuova, vivevo nei dormitori dell’università circondata da persone provenienti da tutto il mondo, mille cose da fare e imparare. Il secondo anno è stato più duro invece, ho cambiato università per una dall’altra parte di Londra, allontanandomi da tutte le amicizie fatte l’anno prima (Londra é troppo grande!). In più mi sono trasferita in un appartamento da sola, sì con tre coinquilini, ma anche con molte più responsabilità – bollette da pagare, lavoro, università, tempo e soldi da gestire, e anche piccolezze come il dovere fare la spesa, cucinare, pulire… Per non parlare del fatto che per una con le mani bucate come me vivere in una città come Londra può creare qualche complicazione! Ed è stato lì che mi sono chiesta chi me lo faceva fare. Vedevo i miei amici in Italia senza nessuna preoccupazione a parte gli esami, a vivere in casa con sempre la ‘pappa pronta‘ e tutto facile. Certo, di sicuro non ho mai fatto la fame e anzi sono molto fortunata ad avere una famiglia alle spalle che mi ha sempre sostenuta… Ma per come sono fatta io, cerco sempre di affrontare le cose senza chiedere niente e dando nulla per scontato, ma anzi raggiungendo i miei obiettivi con le mie forze. É molto difficile da spiegare, non penso si possa capire fino a quando non ci si è dentro. Comunque sia, di certo non mi potevo tirare indietro così (in fin dei conti era stata una scelta mia!), quindi sono entrata in una nuova ottica nell’affrontare le cose, mi sono ‘svegliata‘ e da lì è cambiato tutto: è scattato qualcosa in me che mi ha permesso di vivere al meglio quest’esperienza, pensando a quello che avevo lì anziché quello che avevo lasciato dietro, in Italia. Ho passato anni importanti della mia crescita a Londra, e adesso la sento come casa mia.

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A ventidue anni, un gap year.
Coraggio, incoscienza oppure semplice, irresistibile, wanderlust?

Anche questa era una cosa che mi ero messa in testa molto tempo prima. Purtroppo (o per fortuna?) sono molto testarda, e quando decido di fare una cosa la faccio… Quindi non la definirei né una scelta coraggiosa né incoscente, ma sì, una pura voglia di viaggiare ed esplorare senza limiti! L’idea iniziale era di lavorare sei mesi in Australia e mettere da parte abbastanza soldi per poi tornare in Europa viaggiando attraverso il sud est asiatico… Poi c’è stata qualche complicazione: intanto non avevo messo da parte tanti soldi a Londra quanti ne avevo in mente per riuscire a supportarmi in un inizio in Australia (Londra mi ha fatta diventare molto più brava a gestire le mie finanze, ma mettere da parte dei soldi li è dura!), e poi, nonostante le mie buone intenzioni di starmene single, l’ultimo anno a Londra ho conosciuto un ragazzo – di Modena! Lui era lì solo per un’esperienza di un anno, ma è finita che siamo tornati a Modena il settembre scorso e io ho iniziato a lavorare con mia madre e mettere seriamente da parte dei soldi per il viaggio. Puoi immaginare che dopo cinque anni vissuti all’estero, la maggiorparte dei quali per i fatti miei e completamente indipendente, tornare a Modena è stata una botta dura. Allo stesso tempo però mi ha permesso di rientrare in contatto con vecchie e importanti amicizie con cui magari avevo perso un pò rapporti, e sono contenta di essere tornata anche per questo.

A febbraio arrivò finalmente il momento di (ri)partire, e dopo un inizio un po’ turbolento – valigia persa, febbre, moroso lontano e un casino incredibile tipico indiano, è stato tutto favoloso. Anche il mio ragazzo ha deciso di unirsi a me all’ultimo minuto, raggiungendomi in Sri Lanka dopo un mese che ero via. Purtroppo però si è già un po’ rotto e tornerà prima di me… Anche per questo ho cambiato il giro che farò, ma non è ancora sicuro niente quindi ti toccherà controllare sul mio blog cosa succede! ; )

Sto vivendo questa avventura giorno per giorno, e penso sia un lusso che solo l’essere ‘on the road‘ ci permette di avere – la completa libertà, e un continuo mettersi in gioco.

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Due anni fa è arrivata anche un’esperienza di volontariato in India che hai raccontato sul tuo blog. Com’è andata?

Anche a questa domanda potrei rispondere con un libro intero… Sono stata in India per la prima volta a dodici anni, e mi è sempre rimasta nel cuore come un posto dove sarei tornata a provare a fare la differenza, anche se nel mio piccolo. É stata un’esperienza che mi ha aperto gli occhi su molti punti di vista, facendomi riflettere su tutte le certezze che tutti noi in Europa e occidente, nonostante tutto, siamo fortunati ad avere. L’India è un paese molto complicato e a dir poco unico, nasconde tanta magia quanta brutalità sotto molti aspetti, e uno dei quali purtroppo è l’arretratezza di certe culture nei villaggi più poveri. L’associazione con cui ho fatto volontariato (Sampark.org) affronta vari problemi nel Karnataka, a sud dell’India: dall’insegnare inglese ai figli dei lavoratori ‘nomadi’ nelle slums di Bangalore, a provare a far capire ai genitori contadini nelle campagne l’importanza di un’educazione per i propri figli, all’insegnamento della microfinanza tra le donne nei villaggi per migliorare la loro posizione sociale, e così via. Io ho aiutato un pò con tutto, ma mi sono focalizzata soprattutto su un progetto per fare imparare l’arte del cucito a ragazzine molto povere, alcune Devadasi, per toglierle dal lavoro nei campi e creare un nuovo stipendio in famiglia. Mi occupavo di intervistarle una ad una creando report sui loro miglioramenti (pratici ma anche psicologici) da mandare alle fondazioni che supportano economicamente i progetti Sampark. Raccogliere le singole storie è stata un’esperienza indescrivibile.

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La più bella avventura a contatto con la wildlife nel mondo?

Purtroppo non ne ho fatte tante quante vorrei! Adoro essere a contatto con gli animali, e trovo quello che stai facendo tu in Australia incredibile! La mia preferita è stata probabilmente a Bali, nel Sacred Monkey Forest Sanctuary di Ubud. Qui ho avuto la possibilità di giocare con alcune baby-scimmie, che con molta naturalezza salivano sopra chiunque gli offrisse una mano… Ovviamente non si potrebbe fare perchè si rischia di essere morsi, ma basta stare attenti e non andare da quelle vecchie scorbutiche, che non succede niente! Ma non finisce qui, anche la foresta in sé è un posto incredibile che toglie il fiato: appena varcata la soglia si entra in un mondo surreale, presto ci si dimentica di essere circondati da scimmie, e si notano solo gli immensi alberi e sculture di ogni genere… Un posto davvero magico.

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Qual è la tua prossima esperienza? Il tuo percorso per i prossimi mesi?

Se mentre crescevo avevo un piano ben chiaro del mio futuro e quello che volevo fare, ora invece non ne ho la più pallida idea. Il bello di viaggiare così è la completa libertà, il decidere giorno per giorno come ci si vuole muovere e dove si vuole andare senza alcun limite. É giusto avere un minimo programma e un’idea dei posti che si vuole vedere, ma bisogna anche riuscire ad affrontare i cambiamenti improvvisi (che capitano spesso!), adattarsi e trarre il meglio da quello che viene. Ecco, vorrei applicare questa filosofia anche alla mia vita: io so che nei prossimi mesi finirò questo viaggio, anche se non so bene come, tornerò a Modena per un pò, e poi tornerò a Londra appena ne avrò la possibilità, cercando un lavoro che coinvolga una telecamera e una macchina fotografica. Del resto, quello che succede, succede! ; )

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4 Comments

  1. Lucia

    5 maggio 2013 at 22:36

    Semplicemente wow.. Ho letto questa intervista tutta di un fiato..e mi ha lasciato una sensazione bellissima e particolare.. Complimenti di cuore..
    Buona vita

  2. cristiana

    6 maggio 2013 at 11:26

    io sono la mamma di Carolina….e l’ammiro tanto
    se avessi potuto l’avrei fatto anch’io da ragazza…
    può essere però che lo faccia adesso!

    complimenti per l’articolo!

    • Stefania

      6 maggio 2013 at 22:18

      Cri, e’ fantastico quello che ha fatto e sta facendo Carolina! Salutamela tanto e dille che sono con lei: e’ grande e soprattutto coraggiosa…con molte marce in piu’!!! Baci anche a te, sei stata bravissima!

  3. Donatella

    10 maggio 2013 at 10:58

    Carolina che dire del tuo coraggio …pieno di entusiasmo rivolto alla scoperta di nuove realtà . Le culture di altri paesi sono stati anche per me fonte di crescita e mi sono sentita a casa . e avvenuto in India dove ho vissuto e lavorato per 12 anni e anche a Londra per altri 2 anni… Sento nei tuoi racconti rivibrare emozioni , odori volti e avventura !!! Sapevo del tuo viaggio perché cristiana amica mia carissima mi aveva messo al corrente … È credimi la mia reazione e stata di gioia e stima … Sono fiera di te … Un abbraccio forte ti seguirò Donna

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