Cosa sapere prima dell’Australia: i consigli di Valeria

aprile 21, 2013

A metà gennaio mi è arrivato su Facebook un curioso messaggio della sorella di Francesca, una mia ex collega di Hagakure. Quando ho sentito per la prima volta Valeria Vigliani si stava iniziando ad ambientare nella sua nuova città Melbourne, e aveva saputo di me a Brisbane. E’ stata molto carina e piacevole. Mi ha fatto conoscere il suo blog e così ho iniziato a seguirla. Alla fine, non siamo riuscite a vederci di persona in Australia, ma ecco qui la nostra chiacchierata virtuale sull’Australia, sul cibo e sui suoi progetti. Buona lettura!

On the roadValeria, la sezione “Andate in Australia? Cose da sapere” sul tuo blog è molto divertente e azzeccata. Soprattutto sulle distanze. Come cambia l’esperienza di viaggio in un paese così grande come l’Australia?

Ti ringrazio Alice, mi fa piacere ti sia piaciuta. Innanzitutto, banale a dirsi, ma ci vuole un po’ di organizzazione. E’ impossibile vedere tutta l’Australia in una vacanza di 2-3 settimane. Meglio decidere cosa ci interessi di più dell’Australia: natura (alberi di eucalipto e i 1000 altri tipi di vegetazione, koala, canguri, ma non solo), città (la fantastica baia di Sydney, l’europea Melbourne), vita di mare (spiagge, surf, snorkeling, diving) o anche attività di montagna, perché strano, ma vero anche qui ci sono le montagne e in inverno si puo’ anche sciare, anche se a prezzi decisamente più alti che in Europa!

Il mio consiglio è inserire tutti gli aspetti nel proprio viaggio o, perlomeno, includere obbligatoriamente la natura, altrimenti forse meglio scegliere un’altra destinazione. La natura in Australia è preponderante, anche nelle città che, specialmente in estate, profumano di eucalipto.

Ritornando alle distanze, se da un lato possono rappresentare un ostacolo, dall’altro diventano una delle caratteristiche più uniche ed affascinanti del viaggio in Australia. Si ha, infatti, l’opportunità di godersi l’immensità di questi spazi, cosi diversi dall’Italia, dove tutto sembra a misura di LEGO. In The Land Downunder, come viene chiamata anche l’Australia, è come se qualcuno lassù avesse deciso di donar a questo paese il lusso dello spazio e di frapporre aria, praterie, deserto, montagne, fiumi tra un posto e l’altro. Nulla di meglio, quindi, di un vero e proprio Road Trip, per assaporare fino in fondo la natura di questo paese. Io, per esempio, ho avuto la fortuna di farlo durante il mio viaggio di nozze da Perth a Broome: 2,800 Km in fuoristrada, mezzo essenziale per girare da queste parti. Ci si può così concedere il lusso di vivere in un’altra dimensione, quella interiore, e di sentirsi padroni del mondo, visto che spesso ci si ritrova da soli su una strada in mezzo al deserto, la prossima stazione di servizio si trova a 100Km, magari non prende il cellulare e la radio funziona solo sulle frequenze AM, e con poca varietà. Decisamente non una situazione così comune al giorno d’oggi e il posto perfetto per allontanarsi da tutto e ‘ri-settarsi’ per poi ricominciare con nuova energia, no?

Comunque niente panico! Ci sono molti collegamenti interni via aereo, bus efficienti, milioni di agenzie che offrono tour di tutti i tipi, stile backpacker o super lusso, in qualche zona c’è il treno, ma non è un mezzo così comune, o si puo’ noleggiare la macchina. In auto bisogna fare un po’ più attenzione per la natura che si incontra, che siano canguri di notte per strada che possono provocare incidenti o la mancanza di acqua o benzina per lunghi tratti di territorio. Con un po’ di attenzione si può viaggiare per questo ‘quasi continente’ senza problemi. Il buon senso, d’altra parte, ci vuole sempre! La cosa fantastica è che si puo’ entrare in comunione con la natura e, magari, anche in sintonia con se stessi! Roba non da poco, no?

Si può viaggiare il mondo anche stando semplicemente seduti a tavola? Quali sono state le tue migliori esperienze tra pranzi e cene fuori?

Sinceramente penso proprio di sì, anche se io preferisco vivere l’esperienza sul posto, qualora ne abbia la possibilità. Non sono una fanatica della ricerca dei ristoranti nello specifico, anche se Melbourne ti spingerebbe a provarne uno diverso ogni giorno. Mi piace però cercare di provare sempre posti nuovi e ritornare in quelli che mi sono piaciuti o che riportano alla mia mente un ricordo piacevole, come per esempio legati all’infanzia, a una serata tra amici, a un momento importante. Come in una pubblicità di qualche anno fa’ di una birra spagnola, Estrella Damm, “lo bueno acaba si hay algo que te lo recuerda”, e cioè “Le belle cose non finiscono mai se c’è qualcosa che te le ricorda”.
Penso che un pranzo o una cena di una cucina straniera ci possa fare apprezzare e capire più a fondo una nuova cultura, ancora meglio se assaporata con gente del posto. Forse ancora più che andare per ristoranti, si può viaggiare con la cucina, senza muoversi, proprio cucinando! Questo mi è capitato in Australia cucinando il salmorejo (nella foto qui sotto), una minestra fredda di pomodoro, olio, aglio e pan grattato dell’Andalusia. Descritta così non invoglia forse, ma con 40°C, vi assicuro che ci sta! Inoltre è facilissimo da fare, trovate la ricetta sul blog. E la prima volta che l’ho preparato non ho potuto che viaggiare, per il tempo di una cena, nuovamente nella mia adorata Spagna. Anche pur non avendo mai redatto una lista di ristoranti preferiti, eccone alcuni che ho provato di recente e che consiglio:

MELBOURNE – Sicuramente Donovans: ambiente favoloso, vista su St. Kilda Beach e carne spettacolare. E il tutto si riflette nel prezzo, ma per un’occasione speciale ci sta. Beh, in realtà lo considero un viaggio a Melbourne, visto che ci sono andata quando ero da poco arrivata in città, in una realtà da film, con il panorama di una spiaggia oceanica davanti, che non esiste da noi, e tutta una città ancora da scoprire. O per una cena più tranquilla, ma altrettanto buona, The Builders Arms Hotel, Fitzroy, nella zona più artistica e hipster della città.

MILANO – Ultimamente mi è capitato di andare Al Garghet, che è l’espressione milanese per indicare il gracidare delle rane. In zona Ripamonti, quindi praticamente in campagna, un ristorante di una volta, molto ben arredato, ambiente caldo, con i menù scritti a mano su quaderni a righe come alle elementari, e cucina deliziosa. Questo ristorante mi ha catapultato indietro nel tempo, nell’infanzia. Il risotto giallo (allo zafferano) o quello saltato con la luganega (la salsiccia), mi hanno ricordato i piatti che mangiavo da bambina a casa dei miei nonni. E non bisogna dimenticare la fantastica ‘Orecchia d’elefante, e cioè la cotoletta alla milanese, per la quale sono famosi. Ci si sente a casa! ‘Milan l’è un gran Milan

MADRID – ‘Salir de tapas’, e, quindi, uscire, andare in un bar e mangiare tapas, cioè piattini, stuzzichini, sempre accompagnata da un buon numero di cañas, cioè birrette, in qualsiasi bar di Madrid. Ricordo con particolare affetto i baretti in Plaza Santa Ana, alla Latina (es. Juana la Loca per la tortilla), Plaza Santa Barbara, la Taberna de El rincòn de Goya in Calle Lagasca, Calle de Santo Espiritu, poi la zona di Fuencarral con il Mercado de San Anton, ecc…

Salmorejo

Salmorejo

Non mi ricordo tutti i ristoranti, o posti, dove sono stata, ma quello che è certo, secondo me, è che un piatto sia capace di suscitare emozioni, risvegliare ricordi e di riflesso, far viaggiare con la mente, verso un paese, una situazione, un ricordo, una o più persone. E questo è anche il bello di viaggiare, sperimentare, condividere e ricordare!

Stai vivendo una bella e piena esperienza a Melbourne. A detta di molti, è una città molto europea. E’ davvero così? Che cosa ti ha portata lì?

Avendo avuto la fortuna di aver viaggiato abbastanza in Australia, per la maggior parte da backpacker qualche anno fa, posso confermare che Melbourne sia la città più europea dell’Australia. C’ero stata per tre giorni nel 2002 durante l’Easter Break, le vacanze di Pasqua, durante il mio scambio universitario. Mi ero divertita per la compagnia, non mi era dispiaciuta, ma non mi aveva fatto una grande impressione. Ora più di 10 anni dopo ci sono ritornata perché a mio marito è stata offerta l’opportunità di lavorare qualche anno in Australia.

Mi sembra una città totalmente diversa, non so dirti perché. Il CBD (Central Business District), cioè il centro della città non è molto esteso, rispetto al resto della città, ma è costellato da una moltitudine di edifici vittoriani e grattacieli dal design creativo, un armonioso mix di antico e nuovo. I palazzi vittoriani sono la ragione per la quale sembra di essere in Europa. Forse un’Europa anglosassone, o comunque più nordica rispetto alle nostre città. Soprattutto su Collins St, la strada più elegante della città, il cui tratto più alto veniva chiamato Paris end per i suoi palazzi, le sue boutique, i suoi negozi che vendevano prodotti provenienti dall’Europa.

Come ogni abitante di Melbourne non manca di sottolineare, il caffè espresso è uno dei fiori all’occhiello della città, che si può ordinare anche in mille diverse variazioni. Per non parlare poi degli eventi! Si puo’ dire che ce ne sia quasi uno ogni settimana, e di tutti i tipi. Da culturali a musicali (St Kilda Festival), legati al cibo (Taste of Melbourne, Food & Wine Festival), alla commedia The Comedy Festival, allo sport (gli Australian Open o la F1 con il GP intorno ad Albert Park), alla moda (Melbourne Fashion Week)… Eh sì, perché Melbourne è considerata la capitale del Food e del Fashion dell’Australia. Ci sono migliaia di ristoranti, baretti dove fare splendide colazioni, e lo sport di Melbourne, dopo il ‘Footy’, il Rugby, Cricket e il Barbie, cioè il barbecue. E mille vetrine di designer locali ed internazionali. Melbourne ha un’offerta di svago incredibile e permette di non perdere il contatto con la cultura, rischio che ci può essere in altre città in Australia.

Old and new - Melbourne CBD

Old and new – Melbourne CBD

Oltre Skype, ci sono altre ricette per non soffrire la nostalgia di casa quando si è in viaggio?

Beh, diciamo che già dalla Spagna, Skype è diventato il mio migliore amico! L’ho anche installato sul telefono e ogni volta ci sia il WIFI gratuito lo sfrutto, non solo per chiamare amici e famiglia a casa (fuso orario permettendo), ma a volte anche amici qui. WhatsApp è un’altra grandissima invenzione che permette di scriversi in diretta con gli amici in giro per il mondo. Poi ci sono Viber, simile a Skype, e le vecchie mail, dico vecchie perché nella maggior parte dei casi vengono sostituite da Facebook, social media che uso molto di più da quando vivo all’estero. Anche se non adoro usarlo troppo, è comunque un mezzo fondamentale per rimanere in contatto con amici, in Italia, Spagna e in giro per il mondo, per avere notizie su quello che succede. In Australia poi c’è la fantastica TV SBS che trasmette il telegiornale italiano sei giorni su sette. Ovviamente poi c’è stata la scoperta dell’amore per la scrittura, e l’inizio del blog. Insomma internet in generale. Rimango anche un’affezionata della ‘slow mail’ e, quindi, della lettera tradizionale che arriva nella tua casella di posta fisica. Penso che dopo Skype, rimanga la gioia maggiore. E’ una sorpresa fantastica trovarsi un biglietto, scritto a mano da un amico o un familiare. Il pensare che qualcuno si sia preso il tempo per scriverti, nella frenesia di tutti i giorni e in tempi nei quali la comunicazione sta diventando sempre più rarefatta tra le persone, è semplicemente meraviglioso!

Valeria Vigliani

Noi di Wowanderlust generalmente ci affidiamo al portale Wimbu.it per trovare un posto dove dormire: è il primo sito che guardiamo insomma prima di organizzare un viaggio… E tu? Hai punti di riferimento online per l’organizzazione dei viaggi?

Diciamo che io amo il viaggio “Fai-da-te” perché considero anche l’organizzazione dello stesso, un viaggio e un’esperienza di arricchimento, che stimola ancora di più la voglia di visitare la meta prestabilita. Sono curiosa per natura e preferisco conoscere la vera realtà del luogo, ancora meglio se con qualcuno del posto, ed ovviamente informandosi prima di viaggiare. L’idea per il prossimo viaggio, di solito nasce durante il precedente, dall’ispirazione di un momento oppure dalla lettura di un libro. Buona norma è di solito consultare fonti diverse, ecco quelle che utilizzo più frequentemente:

Lonely Planet, non per altro mi trovo in Australia ora! Forse non tutti sanno che la Lonely Planet è australiana. E’ la guida più pratica, ma vale la pena magari munirsi anche di un’altra per rimpolpare le nozioni storiche, culturali, ecc…

Google Maps è per organizzare l’itinerario, vedere distanze e fattibilità del viaggio, ho la tendenza a voler vedere quanto più possibile!

Booking.com, Wotif per cercare un posto per dormire a prezzi convenienti, o siti locali di Bed & Breakfast, ad esempio Toprural in Spagna, di solito c’è un’associazione di B&B in ogni paese. Spesso si hanno delle piacevoli sorprese, si scoprono posti incantevoli che non si sarebbero mai visti se non si fosse andati in un B&B e si ha un contatto più diretto e genuino con i locali. Magari poi do uno sguardo anche a Trip Advisor.

Banalmente poi i siti delle compagnie aeree, se si cercano solo voli, normalmente prenoto direttamente sul loro sito perché è più facile gestire eventuali imprevisti direttamente con loro che avendo prenotato su siti tipo Last Minute, Expedia, anche se li uso per confrontare i prezzi, … e spesso costano anche di meno.

Economycarrentals.com un broker per il noleggio auto con offerte competitive

Esploro siti locali per cercare di capire cosa vale la pena veramente visitare e controllare, se magari ho perso di vista qualcosa di interessante.

Contatto amici o amici di amici, attraverso vari canali, per farmi raccontare le esperienze di chi è già stato nel paese dove voglio andare o avere tips da chi ci vive, magari cercando poi di incontrarli in loco. Un contatto, una guida esperta, di solito sono cio’ che fanno la differenza nell’esperienza del proprio viaggio, rendendolo più autentico ed unico.

Una visita ai siti locali delle città, per sapere gli eventi che ci saranno nei giorni della propria permanenza, come ad esempio per Melbourne www.thatsmelbourne.com.au per citarne uno.

Ovviamente la ricerca preventiva è più o meno profonda a seconda della destinazione! Alle volte ho anche semplicemente voglia di prendere e partire per un weekend, senza eccessivi preparativi.

Pelikans on holiday

Quale potrebbe essere il mestiere dei tuoi sogni?

Questa è forse la domanda più difficile. Cosa vorrei fare da grande? Come ti dicevo prima, sono una persona molto curiosa e che ama scoprire cosa avviene in città, posti nuovi, viaggiare, imparare nuove lingue, conoscere nuove culture. E una persona anche con molta passione, a mio parere, e che quando intraprende un progetto, qualsiasi, lo porta a termine nel migliore dei modi, mettendoci l’anima. Sicuramente mi interessa il marketing. Ho lavorato per vari anni in aree collegate al marketing di prodotti (FMCG Food, Elettronica e Lusso), ed è una cosa che mi piace molto. Quindi vorrei continuare in questo campo, esplorando più a fondo l’area di Brand Management, Comunicazione e Digital Marketing.

Ningaloo Reef – Western Australia

Allo stesso tempo voglio portare avanti parallelamente passioni come la scrittura, per il momento legata al mio blog, lavaleandherworld.wordpress.com, che parla di viaggio, inteso nel suo senso più tradizionale, ma anche come esperienza quotidiana di tutti giorni, e condivisione della stessa, con l’intento magari di poter dare qualche consiglio a chi si trova nella stessa situazione e voglia esplorare quella parte del mondo dove sono stata. Ma anche di cucina, vista la mia passione per la stessa, che rappresenta allo stesso tempo relax e condivisione con amici. Non mi dispiacerebbe affatto iniziare a scrivere di più e collaborare ad altri progetti, su siti web, ecc… ad esempio visto il mio focus attuale sull’Australia.

E l’altra area che sto esplorando è legata alla creatività e all’arte. La mia passione per il viaggio e la scoperta di nuove culture mi hanno sempre spinta ad apprendere altre lingue perché considero che anche in questo modo si possa capire più a fondo le realtà che si visitano. Sono interessata a coltivare tutte queste ed altre passioni che mi piacerebbe, che con il tempo, potessero trasformarsi magari anche in un lavoro.

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  1. Pingback: Intervistata dal progetto ‘Wowanderlust’ di Alice Avallone | La Vale and Her World

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